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LEGGE DI BILANCIO 2017 E DECRETO FISCALE

LEGGE DI BILANCIO 2017 E DECRETO FISCALE

LEGGE DI BILANCIO 2017, LE PRINCIPALI NOVITA' FISCALI

PROROGA DETRAZIONE PER INTERVENTI DI EFFICIENZA ENERGETICA
  (art. 1 comma 2 lett. a).
L'art. 2 della Legge di Bilancio 2017 modifica il regime di detrazione fiscale previsto all'art. 14 del D.l. 63/2013, in relazione agli interventi di efficienza energetica. Viene prorogata al 31.12.2017 la detrazione Irpef/Ires del 65% prevista per i seguenti interventi di riqualificazione energetica:
 - interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nell'allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al D.lgs. 192/2005, fino ad un massimo di detrazione di 100mila Euro;
- interventi su strutture opache verticali, orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, fino a un valore massimo della detrazione di 60mila euro ;
installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, fino a un valore massimo della detrazione di 60mila euro;
interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro; ¨          interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro;
installazione di schermature solari (di cui all'allegato M al D.lgs. 311/2006), fino a un valore massimo della detrazione di 60mila euro;
sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro.
La detrazione al 65% per gli interventi di risparmio energetico, relativi alle parti comuni degli edifici condominiali, sono invece stati prorogati fino al 2021.
Oltre a queste modifiche, sono state inserite alcune nuove disposizioni tese a rafforzare la detrazione per gli interventi sulle parte comuni condominiali. E' infatti stata prevista:
la detrazione del 70% (anziché 65%) per le spese sostenute dal 01.01.2017 al 31.12.2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio stesso;
- la detrazione del 75% (anziché 65%) per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale e estiva, e che conseguano almeno la qualità media di cui al Decreto del 26.06.2015.
La sussistenza delle condizioni di miglioramento della prestazione energetica per usufruire del beneficio fiscale, è asseverata da professionisti abilitati mediante apposita attestazione.
Queste due nuove detrazioni:
sono calcolate su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 40 mila Euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio;
sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
Per queste nuove tipologie di interventi agevolabili, a partire dal 1° gennaio 2017, al posto della detrazione i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito, ai fornitori che hanno effettuato gli interventi, nonché ai soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. Un apposito provvedimento stabilirà le modalità attuative di tale cessione.

PROROGA DETRAZIONI PER INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA   (art. 1 comma 2 lett. c).
L'art. 2 della Legge di Bilancio 2017 modifica il regime di detrazione fiscale previsto all'art. 16 del D.l. 63/2013, in relazione agli interventi di ristrutturazione edilizia.
Viene prorogata al 31.12.2017 la detrazione Irpef del 50% prevista per gli interventi:
- di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia per le unità residenziali e loro pertinenze;
- di manutenzione straordinaria, ordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia per le parti comuni di edifici condominiali; 
- di ricostruzione e ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi purché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
- di realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune;
- di eliminazione delle barriere architettoniche; 
- di prevenzione del rischio di compimento di atti illeciti da parte di terzi;
-
 di cablatura degli edifici e di contenimento dell'inquinamento acustico; 
- di interventi di risparmio energetico, con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia;
- di adozione di misure antisismiche; di bonifica dell'amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare infortuni domestici;
fino ad un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96mila Euro per unità immobiliare.
In assenza di proroga la detrazione sarebbe tornata alla misura ordinaria del 36% nel limite massimo di spesa di 48 mila Euro.
Tra le spese agevolabili rientrano quelle di progettazione e per prestazioni professionali connesse all'esecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici.
Si segnala che la Legge di Bilancio 2017 non ha prorogato il credito d'imposta a favore delle persone fisiche (privati) che sostengono spese per: l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale/allarme, contratti con istituti di vigilanza per la prevenzione di attività criminali; introdotto l'anno scorso con la Legge di Stabilità 2016 (art. 1 comma 982 L. 208/2015). 

POTENZIAMENTO DETRAZIONE MISURE ANTISISMICHE
  (art. 1comma 2lett. c) sub 2 e 3).
La Legge di Bilancio 2017 modifica le disposizioni relative alle detrazioni fiscali previste per gli interventi antisismici, sostituendo il comma 1-bis dell'art. 16 del D.l. 63/2013, e inserendo i commi da 1-ter a 1-sexies nel medesimo articolo. Si tratta di un'agevolazione ancora poco utilizzata ma che le recenti scosse e l'elevato livello di rischio del nostro territorio portano in primo piano.
Il nuovo comma 1-bis prevede che per le spese sostenute dal 01.01.2017 al 31.12.2021, relative agli interventi antisismici (le cui procedure autorizzatorie sono attivate dopo l'entrata in vigore della presente disposizione), realizzati su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), riferiti a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive, spetta una detrazione del 50% per un ammontare massimo complessivo di 96mila Euro per unità immobiliare. La detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo.
Nel caso in cui un singolo intervento prosegua per più annualità si tiene conto, ai fini del computo del limite massimo fruibile di spesa (96mila Euro), anche delle spese sostenute negli stessi anni per i quali si è già fruito della detrazione.
Il nuovo comma 1-ter prevede che dal 01.01.2017 al 31.12.2021 tali disposizioni si applicano anche agli edifici ricadenti nella zona sismica 3.
In base al nuovo comma 1-quater, qualora da tali interventi derivi una riduzione del rischio sismico tale da determinare il passaggio:
- ad una classe di rischio inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70% della spesa sostenuta;
a due classi di rischio inferiore, la detrazione spetta nella misura dell' 80%  della spesa sostenuta.
Un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro il 28.02.2017, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, stabilirà le linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni, e le  La Legge di Bilancio 2017 modifica le disposizioni relative alle detrazioni fiscali previste per gli interventi antisismici, sostituendo il comma 1-bis dell'art. 16 del D.l. 63/2013, e inserendo i commi da 1-ter a 1-sexies nel medesimo articolo. Si tratta di un'agevolazione ancora poco utilizzata ma che le recenti scosse e l'elevato livello di rischio del nostro territorio portano in primo piano. Il nuovo comma 1-bis prevede che per le spese sostenute dal 01.01.2017 al 31.12.2021, relative agli interventi antisismici[1] (le cui procedure autorizzatorie sono attivate dopo l'entrata in vigore della presente disposizione), realizzati su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), riferiti a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive, spetta una detrazione del 50% per un ammontare massimo complessivo di 96mila Euro per unità immobiliare. La detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo.
Nel caso in cui un singolo intervento prosegua per più annualità si tiene conto, ai fini del computo del limite massimo fruibile di spesa (96mila Euro), anche delle spese sostenute negli stessi anni per i quali si è già fruito della detrazione.
Il nuovo comma 1-ter prevede che dal 01.01.2017 al 31.12.2021 tali disposizioni si applicano anche agli edifici ricadenti nella zona sismica 3.
In base al nuovo comma 1-quater, qualora da tali interventi derivi una riduzione del rischio sismico tale da determinare il passaggio: 
- ad una classe di rischio inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70% della spesa sostenuta; 
- a due classi di rischio inferiore, la detrazione spetta nella misura dell' 80%  della spesa sostenuta. Un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro il 28.02.2017, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, stabilirà le linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni, e le modalità per l'attestazione da parte dei professionisti abilitati, dell'efficacia degli interventi effettuati.
Secondo il nuovo comma 1-quinquies, nel caso di interventi su parti comuni condominiali, la detrazione è aumentata al 75% (per una classe di rischio inferiore) e all'85% (per due classi di rischio inferiore) e la detrazione spetta per un ammontare massimo di spesa di 96mila Euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari di ciascun edificio. Inoltre, in luogo della detrazione, dal 1° gennaio 2017, i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del credito ai fornitori o ai privati, con la possibilità che il credito sia poi cedibile. E' esclusa la cessione ad istituti di credito e intermediari finanziari. Le modalità attuative di questa disposizione saranno definite con un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di bilancio 2017.
Il nuovo comma 1-sexies prevede che dal 01.01.2017, tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici sopra analizzati (di cui ai commi 1-ter, 1-quater, 1-quinquies), rientrano anche le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.
Le nuove detrazioni previste per le misure antisismiche (di cui ai commi 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies) non sono cumulabili con agevolazioni già spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi sismici.


PROROGA BONUS MOBILI   (art. 1 comma 2 lett. c) sub 4).
La Legge di Bilancio 2017 ha prorogato la detrazione del 50% prevista per l'acquisto di mobili, a favore dei soggetti che hanno effettuato lavori di ristrutturazione edilizia, apportando alcune modifiche al testo di legge. Secondo la nuova disposizione è possibile usufruire del bonus:
limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a partire dal 1° gennaio 2016;
per le spese sostenute nel 2017 relative a mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore a A+ (A per i forni);
per un ammontare massimo complessivo di 10mila Euro. Ai fini del computo di spesa massima, si tiene conto anche delle spese sostenute nel 2016 per le quali si è già fruito della detrazione per l'acquisto di beni, in relazione agli interventi effettuati nel 2016 o per quelli iniziati nel 2016 e proseguiti nel 2017.
La detrazione spetta nella misura del 50%, ed è da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo, indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni previste al comma 1 dell'art. 16 del D.l. 63/2013.
Si segnala che il c.d. bonus mobili giovani coppie, ossia la detrazione fiscale per l'acquisto di mobili per l'arredo dell'abitazione principale acquistata da giovani coppie, introdotto con la Legge di Stabilità 2016 (art. 1 comma 75 L. 208/2015), non è stato prorogato. Tale detrazione, pertanto, sarà valida per le spese sostenute fino al 31.12.2016.

PROROGA E RAFFORZAMENTO CREDITO D'IMPOSTA STRUTTURE RICETTIVE   (art. 1 commi 4-7).
La Legge di Bilancio 2017 proroga il credito d'imposta a favore delle imprese alberghiere (ex art. 10 D.l. 83/2014) esistenti alla data del 1° gennaio 2012, che effettuano interventi di ristrutturazione della struttura quali: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, eliminazione delle barriere architettoniche, incremento dell'efficienza energetica, ulteriori interventi, compresi quelli per l'acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati esclusivamente agli immobili oggetto degli interventi.
L'agevolazione si è dimostrata un valido strumento di incentivo per la riqualificazione delle strutture ricettive esistenti, migliorando la qualità dell'offerta turistica del Paese. L'incentivo, inoltre, rappresenta uno strumento di sostegno alla ripresa economica di territori colpiti dal recente sisma, ove sono presenti numerose strutture ricettive che necessitano di interenti di recupero e di ristrutturazione.
Il credito è prorogato per i periodi d'imposta 2017 e 2018, ed è incrementato nella misura del 65% (anziché 30%) delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro. Può essere fruito nel milite massimo di:
- 60 milioni di Euro nel 2018,
- 120 milioni di € nel 2019;
- 60 milioni di Euro nel 2020.
Tra i beneficiari vengono incluse anche le strutture che svolgono attività agrituristica, di cui alla L. 96/2006, considerato che tali strutture rappresentano un segmento significativo della ricettività, e contribuiscono allo sviluppo di un'offerta turistica di qualità. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio, dovrà essere aggiornato il decreto del 7.5.2015 "Disposizioni applicative per l'attribuzione del credito d'imposta alle strutture ricettive e turistico-alberghiere".

PROROGA E RAFFORZAMENTO SUPER AMMORTAMENTI   (art. 1 commi 9- 13).
La Legge di Bilancio 2017 proroga la maggiorazione percentuale del 40% del costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi, c.d. super ammortamento, grazie al quale è possibile imputare nel periodo d'imposta quote di ammortamento e di canoni di locazione più elevati.
Sono agevolati gli acquisti di beni strumentali nuovi, ad eccezione dei veicoli e degli altri mezzi di trasporto a deduzione limitata di cui all'art. 164 comma 1 lett. b) e b-bis) del TUIR,  effettuati:
entro il 31.12.2017;
entro il 30.06.2018 purché entro il 31.12.2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
La Legge di Bilancio 2017 potenzia questo strumento agevolativo prevedendo che il costo di acquisto sia maggiorato del 150% (c.d. iper ammortamento) per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, inclusi nell'allegato A della presente disposizione, ossia i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave Industria 4.0.
Per i soggetti che beneficiano di quest'ultima maggiorazione (150%) e che nello stesso periodo d'imposta effettuano investimenti in beni immateriali strumentali, inclusi nell'Allegato B della presente disposizione, il costo di acquisizione di detti beni è maggiorato del 40%.
Al fine di poter usufruire di queste due nuove maggiorazioni (150% e 40%), l'impresa deve produrre una dichiarazione del legale rappresentante, o una perizia tecnica giurata rilasciata da un periodo iscritto all'albo (se il costo di acquisizione è superiore a 500mila Euro), in cui si attesta che:
- il bene possiede le caratteristiche tali da includerlo nell'Allegato A e/o B;
- il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o della rete di fornitura; Gli acconti dovuti per il periodo d'imposta 2017 e per quello successivo sono calcolati considerando quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata in assenza di tali disposizioni sul super ammortamento.
Restano confermate le disposizioni previste ai commi 93-97 dell'art. 1 della L. 205/2015, e pertanto:
- sono esclusi dal super ammortamento i beni per i quali il DM 31.12.1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, i fabbricati e le costruzioni, e i beni di cui all'All. 3;
- le maggiorazioni del super ammortamento non produce effetti ai fini dell'applicazione degli studi di settore.

RAFFORZAMENTO CREDITO D'IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO   (art. 1 commi 15-16).
La Legge di Bilancio 2017 modifica la disposizione del credito d'imposta per ricerca e sviluppo, prevista all'art. 3 del D.l. 145/2013, al fine di rafforzarne gli effetti. L'agevolazione, infatti, viene prorogata di un anno, fino al 2020, e il credito viene riconosciuto nella misura unica del 50%[1] delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli stessi investimenti effettuati nei 3 periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015.
La nuova disposizione amplia l'abito di applicazione del credito, per favorire le attività di ricerca e sviluppo svolte da imprese che operano sul territorio nazionale in base a contratti di committenza con imprese residenti localizzate in altri Stati membri dell'UE, negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo, o a quelli inclusi nella lista di cui al decreto del 4.9.1996.
In base alla nuova formulazione viene innalzato l'importo massimo del beneficio annuale, da 5 milioni a  20milioni di Euro per ciascun beneficiario, a condizione che siano state sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30mila euro.
La disposizione viene modificata prevedendo l'ammissibilità del credito delle spese relative a tutto il personale impiegato in attività di ricerca e sviluppo, sia altamente qualificato sia tecnico. Viene abrogata la disposizione[2] secondo cui il credito era innalzato al 50% per le spese di ricerca extra muros.
Viene inserita all'interno dell'art. 3 del D.l. 145/2013[3], la disposizione prima contenuta solo nel Decreto interministeriale 27.05.2015 (attuativo della norma), secondo cui il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi ammissibili.
Le disposizioni di carattere innovativo, contenute nel comma 15, hanno efficacia a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016 (pertanto dal 2017 per i soggetti solari).

REGIME DI CASSA PER I CONTRIBUENTI IN CONTABILITÀ SEMPLIFICATA   (art. 1 commi 17-23).
La Legge di Bilancio 2017 modifica l'art. 66 del TUIR dedicato alle imprese minori, introducendo per le imprese individuali e le società di persone in contabilità semplificata, la determinazione del reddito (e del valore della produzione netta) secondo il criterio di cassa, al posto del criterio di competenza.
I soggetti interessati sono le imprese individuali e le società di persone non obbligate alla tenuta della contabilità ordinaria, che determinano il reddito in base all’articolo 66 del Tuir. Si tratta, quindi, dei soggetti che hanno conseguito nell’anno precedente al primo in cui si applica il nuovo regime, un ammontare di ricavi ( ex art. 85 del Tuir) non superiore a:
- 400.000 euro, per le imprese aventi per oggetto prestazione di servizi;
- 700.000 euro, per le altre attività, a condizione che non sia esercitata l’opzione per la contabilità ordinaria.
La nuova disposizione prevede che ai fini della determinazione del reddito d'impresa assumono rilevanza i ricavi percepiti e le spese sostenute. In questo modo si deroga al criterio di competenza sia per i ricavi che per le spese.
Inoltre, rispetto al passato, entra nel computo dell'imponibile anche il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell'imprenditore (art. 57 TUIR).
Restano ferme le regole di determinazione e imputazione temporale dei componenti positivi e negativi quali plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze, ammortamenti e accantonamenti.
Non rilevano ai fini della determinazione del reddito le rimanenze iniziali / finali.
In coerenza con l'introduzione del principio di cassa: - vengono modificati i riferimenti ai commi dell'art. 109 del TUIR applicabili alle imprese minori; 
vengono soppressi gli ultimi due periodi del comma 3 dell'art. 66 che consentivano ai soggetti in contabilità semplificata di dedurre i costi riguardanti contratti da cui derivano corrispettivi periodici, relativi a spese di competenza di due periodi d'imposta e di importo non superiore a 1.000 Euro -nell'esercizio in cui ricevevano il documento probatorio, anziché alla data di maturazione dei corrispettivi. In questo modo, la computazione per cassa diventa una regola applicabile anche a tale tipologia di provento, non costituendo più un'eccezione.
Il reddito del periodo d’imposta in cui è applicabile il principio di cassa è ridotto “dell’importo delle rimanenze finali … che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza”.
Per evitare salti/duplicazioni di tassazione in caso di passaggio dal principio di cassa al regime ordinario (contabilità ordinaria), e viceversa, “i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito … non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi”.
Le nuove disposizioni modificano anche la disciplina di determinazione della base imponibile IRAP (di cui all'art. 5-bis del D.lgs. 446/1997), prevedendo che anche la base imponibile IRAP sia determinata secondo il criterio di cassa.
La Legge di Bilancio 2017 ha completamente riscritto l'art. 18 del DPR 600/73, per allineare gli obblighi contabili alle nuove disposizioni sul principio di cassa introdotte nell'art. 66 del TUIR:
- i soggetti esonerati dall'obbligo di tenuta delle scritture contabili devono annotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti, annotando per ciascun incasso: il relativo importo, le generalità, l'indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento, gli estremi della fattura o altro documento emesso. In un altro registro vanno annotate cronologicamente e con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute nell'esercizio. Per ciascuna spesa devono essere fornite le generalità del soggetto che effettua il pagamento e gli estremi della fattura o di altro documento emesso. I componenti positivi/negativi diversi da quelli prima indicati, sono annotati nei registri obbligatori entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi;
i registri tenuti ai fini Iva sostituiscono quelli di annotazione dei ricavi e delle spese - sopra descritti- qualora vi siano iscritte separate annotazioni delle operazioni non soggette ad Iva. Al posto delle singole annotazioni relative ad incassi e pagamenti, nel caso in cui l'incasso o il pagamento non sia avvenuto nell'anno di registrazione, deve essere indicato l'importo complessivo dei mancati incassi/pagamenti, con indicazione delle fatture cui si riferiscono. In tal caso, i ricavi percepiti/i costi sostenuti devono essere annotati separatamente nei registri, nel periodo d'imposta in cui vengono incassati/pagati indicando il documento contabile già registrato ai fini Iva;
il contribuente, previa opzione vincolante per almeno un triennio, ha la possibilità di tenere i registri Iva senza operare le annotazioni relative a incassi e pagamenti, fermo restando l'obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette ad Iva. In tal caso si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso/pagamento. Il regime di contabilità semplificata si estende di anno in anno qualora non vengano superati i limiti di 400.000/700.000 di cui al comma 1dell'art. 18 del DPR 600/73. Il contribuente ha facoltà di optare per il regime ordinario: l'opzione ha effetto dall'inizio del periodo d'imposta nel corso del quale è esercitata fino alla sua revoca, e in ogni caso, per il periodo stesso e i due successivi.
Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016, e ai fini della loro attuazione dovrà essere emanato un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

GRUPPO IVA   (art. 1 commi 24-31).
La Legge di Bilancio 2017 prevede l'introduzione all'interno del DPR 633/72 di un intero titolo denominato "Gruppo Iva", in cui confluiranno gli artt. da 70-bis a 70-duodecies.
Le disposizioni troveranno applicazione a partire dal 1° gennaio 2018, salvo alcune modifiche che sono anticipate al 2017, previa consultazione del comitato consultivo Iva, come previsto dall'art. 11 della direttiva 2006/112/CE.
Ecco le principali novità introdotte:
viene considerato come un unico soggetto passivo IVA l'insieme delle persone fisiche e giuridiche, stabilite nel territorio dello stesso Stato membro che siano giuridicamente indipendenti, ma strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi. Per effetto dell'opzione all'Iva di gruppo, i soggetti partecipanti perdono la propria autonomia soggettiva ai fini Iva, e diventano un unico soggetto d'imposta Iva. Ciò comporta che diventano irrilevanti ai fini Iva le cessioni di beni e le prestazioni di servizi che intercorrono tra i partecipanti al medesimo gruppo Iva; 
- possono partecipare al gruppo Iva i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, esercenti attività d'impresa, arte o professione, per i quali ricorrano congiuntamente alcuni vincoli di tipo finanziario, economico, organizzativo;
- si individua un vincolo finanziario quando dal 1° luglio dell'anno solare precedente a quello di esercizio dell'opzione:
               *  fra i soggetti esiste, direttamente o indirettamente, un rapporto di controllo;
               * un soggetto controlli un altro, ne sia controllato, o siano entrambi controllati da un terzo soggetto;
si individua un vincolo economico quando tra i soggetti interessati vi sia almeno una di queste forme di cooperazione economica:
            * svolgimento di un'attività principale dello stesso genere;
            * svolgimento di attività complementari o interdipendenti;
            * svolgimento di attività che avvantaggiano uno o più dei soggetti partecipanti;
si individua un vincolo organizzativo quando tra i partecipanti ci è un coordinamento, in via di diritto o di fatto, fra gli organi decisionali degli stessi. Questi due ultimi vincoli si presumono esistenti quando fra i partecipanti ricorre un vincolo finanziario, salvo prova contraria da parte del contribuente tramite interpello.
Il gruppo IVA si costituisce a seguito di una specifica opzione esercitata da tutti i soggetti passivi IVA per i quali ricorrono i predetti vincoli. A tal fine il rappresentante del Gruppo IVA deve presentare una dichiarazione telematica.
Se la dichiarazione in esame è presentata:
- dall’1.1 al 30.9, l’opzione ha effetto a decorrere dall’anno successivo;
- dall’1.10 al 31.12, l’opzione ha effetto dal secondo anno successivo. L’opzione è vincolante per 3 anni. Alla fine del primo triennio l’opzione si rinnova automaticamente per ciascun anno successivo.

MODIFICA DISCIPLINA TRASFERIMENTI IMMOBILIARI VENDITE GIUDIZIARIE   (art. 1 comma 32).
La Legge di Bilancio 2017 ha modificato la disciplina introdotta dal D.l.18/2016, per renderla più potente ed efficace.
Il D.l. 18/2016 ha previsto l'eliminazione delle imposte indirette in misura proporzionale, nel caso di acquisto di immobili all'asta da parte di potenziali acquirenti, intenzionati a rimettere in tempi brevi tali beni sul mercato delle compravendite immobiliari. Al posto delle imposte in misura proporzionale si applicano quelle fisse nella misura di 200 Euro, in modo da evitare che l'immobile subisca un'ulteriore svalutazione di prezzo.
Le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2017 sono:
estensione da 2 a 5 anni dell'arco temporale entro cui l'acquirente deve rivendere l'immobile. La Legge di Bilancio 2017 tiene conto, infatti, delle diverse problematiche urbanistiche/catastali che si devono affrontare per lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell'immobile al fine di renderlo commerciabile, e dei tempi fisiologici di vendita del mercato;
- estensione della validità dell'agevolazione fino al 30.06.2017 (anziché fino al 31.12.2016).

IVA 5% PER I SERVIZI DI TRASPORTO MARITTIMO, FLUVIALE E LAGUNARE   (art. 1 commi 33-35).
La Legge di Bilancio 2017 assoggetta all'aliquota IVA del 5% i servizi di trasporto urbano di persone effettuati per via marittima, lacuale, fluviale e lagunare, precedentemente esenti dall'imposta, con decorrenza 1° gennaio 2017. La tariffa amministrativa relativa a tali servizi deve essere comprensiva dell'IVA.
Viene pertanto abrogato il riferimento a tali servizi all'art. 10 del DPR 633/72, che indica le operazioni esenti dall'imposta, e vengono introdotte le necessarie modifiche alla tabella A parte II-bis e III.

RITENUTE SUI CORRISPETTIVI DOVUTI DAL CONDOMINIO   (art. 1 comma 36).
La Legge di Bilancio 2017, durante l'esame alla Camera, ha integrato l'art. 25-ter del DPR 600/73, introducendo i commi 2-bis e 2-ter.
Con il nuovo comma 2-bis viene stabilito che il condominio- in qualità di sostituto d'imposta- è tenuto al versamento della ritenuta del 4% a titolo di acconto sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, solo al raggiungimento di una soglia minima della ritenuta pari a 500 euro. Nei casi in cui non sia raggiunto l'importo minimo, il condominio è comunque tenuto all'obbligo di versamento entro il 30 giugno e il 20 dicembre di ogni anno.  
Con il nuovo comma 2-ter viene previsto che il pagamento dei corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto resi a condomini, deve essere eseguito con modalità tracciabili, o mediante conti correnti bancari o postali, o attraverso altre modalità che consentano il controllo da parte dell'amministrazione finanziaria. L'inosservanza di tale 
obbligo è punita con la sanzione da 250 Euro a 2mila Euro.

DEDUCIBILITÀ CANONI DI NOLEGGIO   (art. 1 comma 37).
La Legge di Bilancio 2017 ha modificato i limiti di deducibilità previsti all'art. 164 comma 1 lett. b) del TUIR, dei veicoli a favore degli agenti di commercio in caso di noleggio a lungo termine, con l'intento di estendere anche al noleggio  il trattamento di favore di cui già beneficiano questi contribuenti per l'acquisto delle auto.
In particolare mentre prima della modifica, il limite di rilevanza fiscale per: 
- l’acquisto/leasing di autovetture era pari a € 18.075,99 per le imprese/ lavoratori autonomi e € 25.822,84 per gli agenti di commercio; 
- il noleggio a lungo termine di autovetture era pari a € 3.615,20 sia per le imprese / lavoratori autonomi che per gli agenti di commercio; ora, il limite di rilevanza fiscale del noleggio a lungo termine a favore degli agenti di commercio passa da € 3.615,20 a € 5.164,57.

PAGAMENTO TASSA AUTOMOBILISTICA   (art. 1 commi 38-39).
La Legge di Bilancio 2017 prevede che la facoltà di pagamento cumulativo della tassa automobilistica di proprietà, prevista all'art. 7 comma 1 della L. 99/2009, sia estesa alle aziende con flotte e camion di cui siano proprietarie, usufruttuarie, acquirenti con patto di riservato dominio o utilizzatrici in locazione finanziaria.
I versamenti dell'imposta devono essere fatti a ciascuna regione o provincia autonoma nelle quali i mezzi sono immatricolati. Nel caso di locazione finanziaria si fa riferimento, invece, al luogo di residenza dell'utilizzatore.

RIDUZIONE CANONE RAI   (art. 1 comma 40).
La Legge di Bilancio 2017 prevede la diminuzione da 100 a 90 Euro dell'importo del canone RAI per uso privato per l'anno 2017.

SOPPRESSIONE CANONE ESTRAZIONE SALE DAI GIACIMENTI   (art. 1 comma 41).
La Legge di Bilancio 2017, durante l'esame alla Camera, ha modificato l'art. 3 comma 1 num. 1 della L. 907/1942.
Si ricorda che la Legge 907/1972 prevede che l'estrazione del sale dall'acqua del mare, dalle sorgenti saline, dalle miniere, la produzione del sale in qualunque altro modo, la raccolta, l'introduzione e la vendita del sale siano soggette a monopolio di Stato (fatta eccezione per la Sicilia, per la Sardegna e per le isole minori ad esse adiacenti, per la provincia di Zara e per i comuni di Livigno e di Campione d'Italia). E' facoltà dell'amministrazione dei monopoli, autorizzare l'estrazione del sale dai giacimenti e dall'acqua di sorgenti e la produzione del sale come sottoprodotto di lavorazione industriale, nel territorio nazionale soggetto a monopolio, al fine di esportazione o di impiego per le industrie di cui all'art. 21 della L. 907/1972. La concessione e' subordinata al pagamento di un canone annuo da stabilirsi con decreto del Ministro per le finanze, sentito il Consiglio di amministrazione dei monopoli di Stato. Ora la Legge di Bilancio 2017 ha previsto che la concessione relativa all'estrazione del sale dai giacimenti non sia più assoggettata al pagamento del canone annuo.

PROROGA BLOCCO AUMENTI ALIQUOTE 2017   (art. 1 comma 42).
La Legge di Bilancio 2017, per contenere il livello complessivo della pressione tributaria, proroga la sospensione dell'efficacia degli aumenti di tributi/addizionali disposti da Regioni/Comuni per il 2017, salvo il caso di copertura del dissesto sanitario, ovvero di manovra finalizzata all’accesso alle anticipazioni di liquidità, nonché della TARI.
Inoltre conferma anche per il 2017, con riferimento agli immobili non esenti, la possibilità per il Comune di mantenere le maggiorazioni TASI dello 0,8 per mille applicata per il 2016, a condizione che vi sia una delibera ad hoc del consiglio comunale.

ESENZIONE REDDITI COLTIVATORI AGRICOLI PROFESSIONALI   (art. 1 comma 44).
La Legge di Bilancio 2017 prevede che, limitatamente al triennio 2017-2019, i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali (IAP) non concorreranno alla formazione della base imponibile Irpef.
Molto probabilmente tali redditi confluiranno in dichiarazione nel reddito complessivo, e poi saranno scorporati dalla base imponibile. Con questa norma il legislatore, consapevole della crisi attraversata dal settore agricolo, riconosce al settore stesso il suo contributo al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento e di tutela dell'ambiente, di salvaguardia del paesaggio e di tutela del territorio, nonché del ruolo svolto dalle produzioni agricole di eccellenza nel migliorare e rafforzare l'immagine internazionale del Paese.

COMPENSAZIONI IVA ANIMALI VIVI BOVINI E SUINI   (art. 1 commi 45-46).
La Legge di Bilancio 2017, durante l'esame alla Camera, aumenta per l'anno 2017 le percentuali di compensazione IVA applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina, in misura non superiore al 7,7% e 8%.
Sarà un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare entro il 31.01.2017, ad attuare concretamente la misura.

FONDI RUSTICI MONTANI   (art. 1 comma 47).
La Legge di Bilancio 2017 prevede che i trasferimenti di proprietà a qualsiasi titolo, di fondi rustici nei territori montani, finalizzati all'arrotondamento della proprietà contadina, continuino a godere dell'agevolazione fiscale prevista all'art. 9 del DPR 601/1973: imposta di registro e ipotecaria in misura fissa ed esenzione dalle imposte catastali.

RIDUZIONE ACCISA BIRRA   (art. 1 comma 48).
La Legge di Bilancio 2017, durante l'esame alla Camera, ha ridotto l'accisa sulla birra dal 1° gennaio 2017, portandola da 3,04 a 3,02 Euro per ettolitro e grado-plato.

ESCLUSIONE DELLE SOCIETÀ DI GESTIONE DEI FONDI COMUNI D'INVESTIMENTO DALL'ADDIZIONALE IRES   (art. 1 comma 49).
La Legge di Bilancio 2017 esclude le società di gestione dei fondi comuni d'investimento (SGR) dal novero dei soggetti cui si applica l'addizionale IRES del 3,5% (introdotta dalla Legge di Stabilità 2016), e ripristina la deducibilità degli interessi passivi, ai fini IRES ed IRAP, nella misura del 96% del loro ammontare.
Nel corso dell’esame presso la Camera, è stata soppressa la parte della disposizione (lett. c) comma 1 art. 12 DDL)  che disponeva per le SGR la deducibilità ai fini IRAP nei limiti del 96% degli interessi passivi (comma 68 dell’articolo 1 della legge n. 208 del 2015). Tale soppressione è dovuta al fatto che, per le suddette SGR, tali interessi passivi non rilevano ai fini della base imponibile IRAP.

REGIME FISCALE AGEVOLATO SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE   (art. 1 comma 50).
La Legge di Bilancio 2017 modifica l'art. 90 comma 2 della L. 289/2002,  prevedendo l'aumento, a decorrere dal 1° gennaio 2017, da 250mila a 400mila Euro della soglia massima degli utili conseguiti annualmente dalle associazioni, e dalle società sportive dilettantistiche, per poter accedere al regime opzionale per la determinazione forfetaria del reddito imponibile previsto dalla L. 398/81.

REGIME AGEVOLATO PER OPERATORI BANCARI DI FINANZA ETICA E SOSTENIBILE   (art. 1 comma 51).
La Legge di Bilancio 2017, durante l'esame presso la Camera, prevede un'agevolazione  per gli operatori di finanza etica e sostenibile, che consiste nella possibilità di esentare dalle imposte sui redditi il 75% delle somme destinate ad incremento del capitale proprio.
A tal fine vengono definiti "operatori bancari di finanza etica e sostenibile" (nuovo art. 111-bis de. D.lgs. 385/1993) le banche che conformano la propria attività ai seguenti principi:
- valutano i finanziamenti erogati a persone giuridiche secondo standard di rating etico internazionalmente riconosciuti, con particolare attenzione all'impatto sociale e ambientale;
- danno evidenza pubblica, almeno annualmente, anche via web, dei finanziamenti erogati a persone giuridiche secondo i predetti standard etici, tenuto conto delle vigenti normative a tutela della riservatezza dei dati personali;
- devolvono almeno il 20% del proprio portafoglio di crediti a organizzazioni senza scopo di lucro o a imprese sociali con personalità giuridica, come definite dalla normativa vigente;
- non distribuiscono profitti e li reinvestono nella propria attività;
- adottano un sistema di governance e un modello organizzativo a forte orientamento democratico e partecipativo, caratterizzato da un azionariato diffuso;
- adottano politiche retributive tese a contenere al massimo la differenza tra la remunerazione maggiore e quella media della banca, il cui rapporto comunque non può superare il valore di 5. L'agevolazione introdotta è riconosciuta nel rispetto della normativa UE in materia di aiuti di stato “de minimis”, di cui al regolamento UE n. 1407/2013 della Commissione.

LOTTERIA NAZIONALE   (art. 1 commi 537-544).
I commi 537-544 riguardano la futura istituzione di una lotteria nazionale collegata agli scontrini fiscali e alle ricevute rilasciate da soggetti che inviano i dati di tali documenti in via telematica all’Agenzia.
In particolare, dal 1° gennaio 2018 i contribuenti, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che effettuano acquisti di beni o servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi possono partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.
Per partecipare all'estrazione è necessario che i contribuenti, al momento dell'acquisto, comunichino il proprio codice fiscale all'esercente e che quest'ultimo trasmetta telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione.
Ovviamente, la partecipazione all’estrazione a sorte è consentita anche a tutti gli acquisti di beni/servizi, effettuati fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, documentati con fattura, a condizione che i dati di quest’ultima siano trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate.
Le condizioni per partecipare all’estrazione sono di seguito elencate:
- essere residenti in Italia
- effettuare acquisti di beni o servizi fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione dal 01.01.2018
- fare acquisti presso esercenti che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi o delle fatture
- comunicare il proprio codice fiscale all’esercente che lo trasmette all’Agenzia delle Entrate. In particolare all’articolo 3 del D.P.R 696/96 è aggiunto il comma “3-bis.
Lo scontrino fiscale e la ricevuta fiscale contengono l’indicazione del numero di codice fiscale del cessionario o committente, se richiesto dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione”.
Dal punto di vista legislativo:
- un futuro provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate adeguerà i decreti che disciplinano il contenuto dello scontrino fiscale e della ricevuta fiscale;
- un decreto del MEF, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, è emanato, entro 60 dalla data di entrata in vigore della presente legge, per disciplinare:
            * le modalità tecniche relative alle operazioni di estrazione,
            * l’entità e il numero dei premi messi a disposizione,
            *   ogni altra disposizione necessaria per l’attuazione della lotteria.
Per incentivare l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori, la probabilità di vincita dei premi è aumentata del 20 %[1]per le transazioni effettuate attraverso strumenti tecnologici che garantiscano
-
 l'inalterabilità;
- la sicurezza dei dati, compresi quelli che consentono i pagamenti con carta di debito e di credito.
Dal 1 marzo 2017, la lotteria nazionale è attuata in via sperimentale limitatamente agli acquisti di beni o servizi, fuori dall'esercizio di attività d'impresa, arte o professione, effettuati dai contribuenti, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, mediante strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito.

IMPOSTA SUL REDDITO D’IMPRESA – IRI   (art. 1 commi 547-548).
I commi 547-548 della Legge di stabilità 2017 introducono e disciplinano l’IRI-Imposta sul Reddito d’Impresa, aggiungendo l’articolo 55-bis al TUIR (D.P.R 917/86). Viene prevista una tassazione separata del reddito d'impresa degli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, con l'aliquota prevista per i soggetti Ires, che dal 1 gennaio 2017 è prevista nella misura del 24% .
Di seguito si riassumono le regole per la nuova imposta IRI:
Il reddito d’impresa degli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, è escluso dalla formazione del reddito complessivo e assoggettato a tassazione separata con l’aliquota prevista per i soggetti IRES dal 1 gennaio 2017 ridotta al 24%. Dal reddito d’impresa sono ammesse in deduzione le somme prelevate, a carico dell’utile di esercizio e delle riserve di utili, nei limiti del reddito del periodo d’imposta e dei periodi d’imposta precedenti assoggettati a tassazione separata al netto delle perdite residue computabili in diminuzione dei redditi dei periodi d’imposta successivi, a favore dell’imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci.
Le perdite maturate nei periodi d’imposta di applicazione dell’IRI sono computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per l’intero importo che trova capienza in essi senza limite di tempo, né di importo. Le perdite non ancora utilizzate al momento di fuoriuscita dal regime IRI sono computabili in diminuzione dai redditi considerando l’ultimo anno di permanenza nel regime come anno di maturazione delle stesse. Nel caso di società in nome collettivo e in accomandita semplice tali perdite sono imputate a ciascun socio proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.
- Le somme prelevate a carico dell’utile dell’esercizio e delle riserve di utili, nei limiti del reddito dell’esercizio e dei periodi d’imposta precedenti assoggettati a tassazione separata concorrono integralmente a formare il reddito complessivo dell’imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci, secondo la tassazione ordinaria.
La scelta di tassare il reddito separatamente con l’IRI non è obbligatoria ma per opzione da esprimersi nella dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo di imposta cui la dichiarazione si riferisce. L’opzione ha durata pari a cinque periodi di imposta ed è rinnovabile. 
-
 Queste disposizioni non si applicano alle somme prelevate a carico delle riserve formate con utili dei periodi di imposta precedenti a quello dal quale ha avuto inizio la tassazione separata con l’aliquota IRI; le riserve da cui sono prelevate le somme si considerano formate prioritariamente con utili di tali periodi di imposta.
Con la modifica contenuta nella lettera c), dell’articolo 116 del TUIR, la tassazione separata IRI prevista dall’art. 55bis per ditte individuali e società di persone viene estesa alle srl che potevano optare per la trasparenza fiscale.
Infine, si sottolinea come il comma 548 preveda che, per i soggetti che optano per il regime dell’IRI, il contributo annuo dovuto alle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali sia determinato senza tener conto delle nuove disposizioni in materia di IRI.

RAZIONALIZZAZIONE DELL’ACE   (art. 1 commi 549-553).
I commi 549-553 modificano la disciplina agevolativa dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica), in maniera peggiorativa, per le imprese individuali e società di persone in contabilità ordinaria .
In particolare:
-
 il beneficio ACE si applica per i soggetti IRPEF con le modalità ordinarie previste per i soggetti IRES.  Fino al 31 dicembre 2015 l’Ace per i soggetti Irpef si applicava al patrimonio risultante alla fine dell’esercizio inclusi gli utili e al netto dei prelievi in conto utili e non con la modalità incrementale prevista per i soggetti Ires. Dal 2016 le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria applicheranno il nuovo criterio determinando il patrimonio, base imponibile dell’ACE, come la differenza tra : il patrimonio netto al 31.12.2015 e il patrimonio netto al 31.12.2010. Se i soggetti interessati sono stati in regime di contabilità semplificata in anni successivi al 2010, la differenza andrà calcolata tra il patrimonio netto al 31.12.2015 e il patrimonio netto dell’esercizio in cui è avvenuto il passaggio al regime di contabilità ordinaria. La norma infatti in deroga allo statuto del contribuente si applica a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2015.
Inoltre è stata modificata la misura dell’aliquota da applicare alla variazione in aumento del capitale netto per la valutazione del rendimento nozionale, così da tener conto del corrente andamento dei tassi.
Tale aliquota viene stabilita normativamente:
- nella misura del 2,7 % a partire dal primo periodo d’imposta successivo al periodo transitorio (periodo d’imposta in corso al 31.12.2018);
- al 2,3 % per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2017;
resta ferma al 4,75% per il periodo di imposta in corso al 31/12/2016, anche se diversa sarà la base imponibile.

PROROGA DELLA RIDETERMINAZIONE DEL VALORE DI ACQUISTO DEI TERRENI E DELLE PARTECIPAZIONI NONCHÉ DELLA RIVALUTAZIONE DEI BENI D’IMPRESA   (art. 1 commi 554-564).
Ai commi 554-564 vengono prorogati di un anno le rivalutazioni dei terreni, delle partecipazioni e dei beni d’impresa.
In particolare, per le persone fisiche, viene prevista la riapertura dei termini per rideterminare il valore:
dei terreni a destinazione agricola ed edificatoria;
delle partecipazioni in società non quotate posseduti dalle persone fisiche per operazioni estranee all’attività di impresa, società semplici, società ed enti ad esse equiparate di cui all’articolo 5 del TUIR, enti non commerciali per i beni che non rientrano nell’esercizio di impresa commerciale.
Vengono fissati i seguenti termini:
il 1° gennaio 2017 è il nuovo termine di riferimento per il possesso dei terreni e delle partecipazioni oggetto della rideterminazione del valore;
il 30 giugno 2017 è il nuovo termine entro il quale redigere e giurare la perizia di stima nonché versare l’imposta sostitutiva o la prima rata della stessa nel caso in cui si opti per il pagamento rateale L’aliquota dell’ imposta sostitutiva dovuta sui valori rideterminati è fissata all’8% sia per le partecipazioni qualificate, sia per quelle non qualificate, nonché per i terreni sia agricoli che edificabili.
Per quanto riguarda i beni di impresa, possono accedere alla rivalutazione:
- le imprese che non utilizzano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio,
- le società in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate,
- le imprese individuali e le società di persone in contabilità semplificata,
- gli enti non commerciali,
- le società ed enti non residenti.
Il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti a seguito della rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’RAP a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, con il versamento di una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP la cui aliquota è pari al:
- 16% sui beni ammortizzabili
- 12% sugli altri beni.
Limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d'imposta in corso alla data del 1º dicembre 2018.
La rivalutazione deve
-  essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell'esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2015, per il quale il termine di approvazione scade successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge,
- riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea;
essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.
Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato in tutto o in parte pagando l’imposta sostitutiva del 10%, mentre in assenza di affrancamento il saldo ha un regime di sospensione d’imposta che impedisce l’utilizzo del saldo per la distribuzione, pena la ripresa a tassazione.
Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci, di destinazione a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ovvero al consumo personale o familiare dell'imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione.

RIAPERTURA DEI TERMINI PER L’ASSEGNAZIONE O CESSIONE DI TALUNI BENI AI SOCI E ESTROMISSIONE DEI BENI IMMOBILI DEL PATRIMONIO DELL’IMPRESA DA PARTE DELL’IMPRENDITORE INDIVIDUALE   (art. 1 commi 565-566)
I commi 565-566 prevedono la riapertura per l’assegnazione o cessione di beni ai soci e per l’estromissione di immobili dal patrimonio dell’imprenditore.
Viene stabilito che le società in nome collettivo, in accomandita semplice, a responsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni possono procedere dal 1 ottobre 2016 al 30.09.2017 all’assegnazione o cessione ai soci di beni immobili, o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, con applicazione di  un’imposta sostitutiva IRES e IRAP - sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o ceduti o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto nella misura:
- dell’8 %;
- del 10,5 % per le società considerate non operative.
Trattasi quindi di una riapertura dei termini con effetto retroattivo.
Per gli imprenditori individuali è possibile optare, entro il 31/5/2017, per l’estromissione degli immobili strumentali siano essi strumentali per natura che per destinazione, dal patrimonio dell’impresa, al fine di inserirli nel patrimonio personale, pagando un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP dell’8% sulla differenza tra il valore normale e l’ultimo costo fiscalmente riconosciuto.
Nello specifico, la norma in esame consente l’opzione per l’estromissione dei beni posseduti al 31.10.2016 con termine iniziale del 1° gennaio 2017 a partire dal quale le operazioni saranno agevolate e fino al 31/5/17.
In entrambi i casi i  versamenti dell’imposta sostitutiva devono essere effettuati in due rate rispettivamente, entro il
- 30.11.2017 (60% dell’imposta sostitutiva);
- 16.06.2018 (40% dell’imposta sostitutiva).

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA IVA SULLE VARIAZIONI DELL’IMPONIBILE O DELL’IMPOSTA   (art. 1 comma 567)
Al comma 567 è ristabilito il trattamento fiscale dell’emissione della nota di variazione Iva in caso di procedura concorsuale vigente prima dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità per il 2016.
In particolare la Legge di stabilità 2016 (art.1 comma 126) avrebbe consentito alle imprese fornitrici di un soggetto in crisi l’emissione della nota di variazione in diminuzione in presenza della semplice condizione di avvio della procedura concorsuale, senza dover attendere che sia definitivamente accertata l’infruttuosità della procedura medesima, come accadeva precedentemente.
La norma introdotta dalla stabilita 2016 doveva trovare applicazione per le procedure concorsuali  apertesi successivamente al 31 dicembre 2016 e quindi di fatto la modifica introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 in commento, ne inibisce l’entrata in vigore e ripristina la situazione precedente, peggiorativa per le imprese, in quanto saranno costrette ad anticipare il versamento Iva senza speranze di poter esercitare la rivalsa, rimandandone il recupero solo alla definitiva conclusione della procedura concorsuale.
L’emissione della nota di credito IVA, nonché l’esercizio del relativo diritto alla detrazione dell’imposta corrispondente alle variazioni in diminuzione, sarà possibile solo nel caso di mancato pagamento connesso a procedure concorsuali concluse infruttuosamente.
Solo l’infruttuosità delle procedure concorsuali darà la possibilità di emettere nota di variazione Iva e recuperare l’imposta.

DECRETO FISCALE CONVERTITO IN LEGGE
Il 24 ottobre 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge 193/2016 con le misure urgenti in materia fiscale. In sede di conversione in Legge del decreto sono state apportate numerose modifiche e sono state introdotte molte novità. Il decreto legge è stato convertito nella Legge 225 del 1 dicembre 2016 pubblicata sulla G.U. N. 282 del 2/12/2016 – suppl. ord. n. 53 , e le modifiche introdotte hanno effetto dal 3 dicembre 2016.

SOPPRESSIONE EQUITALIA Art.1
L’articolo 1 del D. L 193/2016 disciplina la soppressione di Equitalia, prevedendo che dal 1° luglio 2017 tutte le società del Gruppo Equitalia siano sciolte e cancellate d’ufficio dal registro delle Imprese.
Pertanto fino alla data del 1° luglio 2017 l'attività di riscossione prosegue con Equitalia, mentre dal 1° luglio 2017, l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale è svolto da un nuovo ente pubblico economico, denominato «Agenzia delle entrate-Riscossione» sottoposto all'indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell'economia e delle finanze.
Occorre precisare che lo scioglimento delle società del gruppo Equitalia non comprende “Equitalia giustizia” in quanto svolge funzioni diverse dalla riscossione. Tale società pertanto continuerà a occuparsi del F.U.G “Fondo unico giustizia”[1] anche dopo il 1° luglio 2017.
L’ente “Agenzia delle Entrate-Riscossione” subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia e assume la qualifica di agente della riscossione con i poteri e secondo le disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al titolo II, del D.P.R 602/73.
Il nuovo ente può anche svolgere attività di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali dei Comuni, delle Provincie e delle società da essi partecipate.
Gli organi del nuovo ente sono:
il presidente: il direttore dell’Agenzia delle Entrate,
il comitato di gestione: è composto dal direttore dell’Agenzia delle Entrate e due componenti nominati dall'Agenzia medesima tra i propri dirigenti. Il comitato di gestione, delibera le modifiche allo statuto e gli atti di carattere generale che disciplinano l'organizzazione e il funzionamento dell'ente, i bilanci preventivi e consuntivi, i piani aziendali e le spese che impegnano il bilancio dell'ente per importi superiori al limite fissato dallo statuto. Ai componenti del comitato di gestione non spetta alcun compenso, indennità o rimborso spese;
il collegio dei revisori dei conti: il cui Presidente è scelto tra i magistrati della corte dei conti.
Lo statuto dell’Ente “Agenzia delle Entrate-riscossione” è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, e disciplina:
- le funzioni e le competenze degli organi,
-
 i casi e le procedure, anche telematiche, di consultazione pubblica sugli atti di rilevanza generale;
- le entrate dell'ente, stabilendo i criteri per la determinazione dei corrispettivi per i servizi prestati a soggetti pubblici o privati;
Il comitato di gestione, su proposta del Presidente, delibera le modifiche allo statuto e agli atti di carattere generale che disciplinano il funzionamento dell’ente, i bilanci, i piani aziendali, e le spese eccedenti le previsioni.
In merito al programma del nuovo ente della Riscossione, il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate, stipulano annualmente un atto aggiuntivo per individuare:
- i servizi dovuti;
le risorse disponibili;
-
 le strategie per la riscossione dei crediti tributari;
-
 gli obiettivi quantitativi da raggiungere (economicità della gestione, soddisfazione dei contribuenti per i servizi prestati, ammontare delle entrate erariali riscosse);
-
 gli indicatori e le modalità di verifica del conseguimento degli obiettivi di cui sopra;
- le modalità di vigilanza sull'operato dell'ente da parte dell'agenzia con particolare riguardo ai rapporti con i contribuenti;
-
 la gestione della funzione della riscossione;
- la tipologia di comunicazioni e informazioni preventive volte ad evitare aggravi moratori per i contribuenti, ed a migliorarne il rapporto con l'amministrazione fiscale.
L’ente “Agenzia delle Entrate-riscossione” deve redigere una relazione annuale sui risultati conseguiti in materia di riscossione, esponendo distintamente:
-
 i dati concernenti i carichi di ruolo a esso affidati,
-
 l’ammontare delle somme riscosse,
- i crediti ancora da riscuotere,
-
 le quote divenute inesigibili.
Il decreto stabilisce espressamente che nei rapporti con i contribuenti il nuovo ente deve conformarsi ai principi dello Statuto del contribuente, e agli obiettivi di cooperazione rafforzata tra fisco e contribuente individuati dalla legge di delega fiscale, con particolare attenzione:
- alla trasparenza,
-
 alla leale collaborazione,
-
 alla tutela di affidamento e buona fede.
In particolare, in un’ottica di maggior compliance, può essere istituito uno sportello telematico unico per l’assistenza e l’erogazione di servizi secondo criteri di trasparenza che consentano al contribuente di individuare con chiarezza il debito originario.
Per quanto riguarda i contenziosi con i contribuenti, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, può stare in giudizio:
avvalendosi direttamente di propri dipendenti delegati, davanti al tribunale e al giudice di pace,
avvalendosi dell’Avvocatura dello Stato qualora vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici,
avvalendosi di avvocati del libero foro.  
Per il patrocinio davanti alle commissioni tributarie continua ad applicarsi la disciplina per cui l’ufficio dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nonché dell'agente della riscossione, nei cui confronti è proposto il ricorso, può stare in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata.
Infine l’articolo 1 disciplina il trattamento riservato al personale di Equitalia, prevedendo che:
dal 24 ottobre 2016 per tutte le società del gruppo Equitalia è vietato assumere personale con contratti di lavoro subordinato;
- il personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato e determinato fino a scadenza, in servizio alla data del 24.10.2016, senza soluzione di continuità e con la garanzia della conservazione della posizione giuridica, economica e previdenziale maturata alla data del trasferimento, è trasferito all'ente “Agenzia delle Entrate-riscossione”.
Nella prima versione del disegno di legge era stata previsto da parte del personale di Equitalia una prova di selezione e verifica delle competenze, tuttavia in sede di conversione è stato stabilito che la prova sia sostituita dalla ricognizione delle competenze possedute, ai fini di una collocazione organizzativa coerente e funzionale del personale alle esigenze dell'ente stesso.

PROROGA DI TERMINE IN MATERIA DI DELEGA DI FUNZIONI DIRIGENZIALI NELLE AGENZIE FISCALI Art. 1-bis
In sede di conversione in legge del decreto, è stato inserito l’articolo 1-bis che proroga al 30 settembre 2017 il termine di scadenza delle deleghe di funzioni dirigenziali per i funzionari delle Agenzie fiscali con specifiche qualifiche ed anni di esperienza. Precedentemente il termine previsto era il 31.12.2016.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISCOSSIONE LOCALE   Art. 2
Con delibera adottata entro il 1° luglio 2017 gli enti locali possono deliberare di affidare al soggetto preposto per la riscossione nazionale le attività di:
- accertamento,
- liquidazione,
- riscossione spontanea e coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali proprie e delle società da essi partecipate.

INTERVENTI A TUTELA DEL PUBBLICO DENARO E GENERALIZZAZIONE DELL'INGIUNZIONE DI PAGAMENTO AI FINI DELL'AVVIO DELLA RISCOSSIONE COATTIVA Art. 2-bis
Nel corso dell’esame presso la Camera dei Deputati, è stato introdotto l’articolo 2-bis che prevede che il pagamento spontaneo delle entrate degli enti locali sia effettuato sul conto corrente di tesoreria dell'ente impositore ovvero con F24, anche attraverso strumenti di pagamento elettronici.
Restano ferme le modalità di versamento previste per l'IMU e la TASI (F24 o apposito bollettino di c/c postale).
Per le entrate diverse da quelle tributarie il versamento spontaneo deve essere effettuato esclusivamente mediante il conto corrente di tesoreria dell’ente impositore o attraverso strumenti di pagamento elettronici resi disponibili dagli enti impositori.

POTENZIAMENTO DELLA RISCOSSIONE Art. 3
Un’altra novità in tema di riscossione è contenuta nell’articolo 3 del decreto legge 193/2016, prevedendo che dal 1° gennaio 2017, l'Agenzia delle entrate possa utilizzare le banche dati e le informazioni anche ai fini della riscossione. Fra le informazioni a cui può accedere sono comprese le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, a cui perviene accedendo direttamente alle banche dati dell'INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale).
In particolare, le banche dati INPS possono essere consultate per l'attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.
E’ consentito al nuovo ente Agenzia delle Entrate-Riscossione di accedere alle medesime informazioni.

DISPOSIZIONI RECANTI MISURE PER IL RECUPERO DELL'EVASIONE Art. 4
Nel decreto legge in commento, particolare attenzione viene dedicata al tema del recupero dell’evasione dell’imposta sul valore aggiunto, nel tentativo di ridurre il VAT gap (cioè il divario tra il gettito IVA atteso e quello effettivo).
In pratica, dal 1° gennaio 2017 i soggetti passivi IVA godranno dell’abolizione dello spesometro (comunicazione elenco clienti-fornitori) ma subiranno l’introduzione di due nuovi adempimenti da effettuare telematicamente ogni tre mesi:
- la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute,
- la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.
Entrando nel merito, con il decreto 193/2016 è stato modificato l’articolo 21 del D. L 78/2010 prevedendo le seguenti disposizioni:
Art. 21 (Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute)
I soggetti passivi trasmettano telematicamente all'Agenzia delle entrate, entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati di tutte le fatture
- emesse
ricevute e registrate
nel trimestre di riferimento, ivi comprese le bollette doganali, e i dati delle relative variazioni.
In sede di conversione del decreto, è stata introdotta la norma per cui sono esonerati dalla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute i produttori agricoli esentati dal versamento dell'IVA e dagli obblighi documentali connessi situati nelle zone montane.

La comunicazione relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio. Le modalità con cui devono essere inviati i dati all’Agenzia delle Entrate devono essere stabilite con un provvedimento del direttore dell’Agenzia, ma in base all’articolo 4 del D. L 193/2016 sicuramente devono essere trasmessi:
- i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
- la data ed il numero della fattura;
- la base imponibile;
l'aliquota applicata;
-
 l'imposta; la tipologia dell'operazione.
Per le operazioni rilevanti ai fini IVA, gli obblighi di conservazione si intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche e per tutti i documenti informatici trasmessi attraverso il sistema di interscambio e memorizzati dall'Agenzia delle entrate.
In particolare, un futuro provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli stabilirà le modalità di conservazione degli scontrini delle giocate ai giochi pubblici autorizzati.
La comunicazione in sostanza sostituisce lo spesometro che da annuale diventa trimestrale. Di seguito una tabella delle date di scadenza dell’invio telematico dei dati delle fatture e delle rispettive variazioni quando tale comunicazioni saranno a regime.

Trimestre                                           Data di scadenza
I° (gennaio-febbraio- marzo)              31 maggio
II° (aprile-maggio-giugno)                  16 settembre
III° (luglio-agosto-settembre)              30 novembre
IV ° (ottobre-novembre- dicembre)     Entro il mese di febbraio                                                                       dell’anno successivo

Per il primo anno di applicazione si prevede una comunicazione semestrale iniziale da effettuare entro il 25 luglio 2017.
Di seguito una tabella delle date di scadenza dell’invio telematico dei dati delle fatture e delle rispettive variazioni per l’anno 2017.

Trimestre                                                 Data di scadenza
I° e II° (gennaio-febbraio- marzo-             
25 luglio 2017                      aprile -maggio-giugno)                                   
III° (luglio-agosto-settembre)                    30 novembre 2017
IV ° (ottobre-novembre- dicembre)           Entro il mese di febbraio                                                                       2018

Art. 21-bis (Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche I.V.A.)
I soggetti passivi trasmettono entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, una comunicazione dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell'imposta effettuate, fermo restando gli ordinari termini di versamento dell'imposta dovuta. La comunicazione deve essere presentata anche nell'ipotesi di liquidazione con eccedenza a credito.
Un futuro provvedimento del Direttore dell’Agenzia stabilirà le modalità e le informazioni da trasmettere congiuntamente a questa comunicazione.
Sono esonerati dalla presentazione della comunicazione i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale I.V.A. o all'effettuazione delle liquidazioni periodiche, sempre che, nel corso dell'anno, non vengano meno le predette condizioni di esonero. 
In presenza di contabilità separate per diverse attività la comunicazione sarà riepilogativa per ciascun periodo.
L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente, o del suo intermediario gli esiti derivanti dall'esame:
- dei dati,
-
 della coerenza tra i dati e le comunicazioni di cui sopra
-della coerenza dei versamenti dell'imposta rispetto a quanto indicato nella comunicazione medesima.
Quando dai controlli emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella comunicazione, il contribuente è informato dell'esito, così da:
- fornire i chiarimenti necessari,
- segnalare eventuali dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente,
- versare quanto dovuto avvalendosi dell'istituto del ravvedimento operoso.
Ai soggetti:
- in attività nel 2017
- che, nell'anno precedente hanno realizzato un volume d'affari non superiore a € 50.000  
è attribuito una sola volta un credito d'imposta pari a € 100 per l'adeguamento tecnologico.
Il credito non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione dal 1° gennaio 2018. Tale credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui è stato sostenuto il costo per l'adeguamento tecnologico e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l'utilizzo.

Oltre a questo credito, è attribuito una sola volta, un ulteriore credito d'imposta di € 50,00 ai soggetti di cui sopra che esercitano l’opzione per la fatturazione elettronica entro il 31.12.2017. Tale credito:
- non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e IRAP
- va indicato nella dichiarazione dei redditi
- può essere utilizzate in compensazione.
In sede di conversione del decreto è stata estesa la possibilità di usufruire del credito d’imposta per l'adeguamento tecnologico anche a coloro che esercitano l'opzione per la fatturazione elettronica tra privati.
Per quanto riguarda le sanzioni, il primo testo del decreto legge 193 prevedeva sanzioni piuttosto alte, che sono state notevolmente ridotte in sede di approvazione. Attualmente le sanzioni sono:
-
 per l'omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura si applica la sanzione di € 2, con un massimo di € 1.000 per ciascun trimestre;
- l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle sanzioni, è punita con una sanzione da € 500 a € 2.000.
In ogni caso tali sanzioni sono ridotte alla metà nel caso di:
- trasmissione della comunicazione entro 15 giorni dalla scadenza;
- trasmissione corretta dei dati entro 15 giorni dalla scadenza.
Le disposizioni finora commentate si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2017.  Dalla stessa data:
è soppressa la comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing, e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio;
-
 limitatamente agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell'Unione europea, sono soppressi gli elenchi Intrastat;
vengono abrogate le comunicazioni relative alle operazioni con Paesi Black list.
La dichiarazione Iva annuale verrà presentata per il 2016 entro il mese di febbraio 2017, e dal 2018 tra il 1 febbraio e il 30 aprile. Con la presentazione della dichiarazione annuale Iva entro il mese di febbraio viene soppresso la comunicazione dati Iva.
La trasmissione dei corrispettivi telematica per i distributori automatici prevista per il 1 gennaio 2017 viene rinviata dal c.6 dell’art.4 , al 1 aprile 2017 demandando a un provvedimento del direttore dell’Agenzia ulteriori possibili differimenti in relazione a specifiche variabili tecniche di peculiari distributori automatici. Viene inoltre chiarito che l’obbligo riguarda anche le prestazioni di servizi rese tramite distributori automatici.
Infine, sono stati ridotti di due anni gli accertamenti nei casi in cui i contribuenti effettuino l’opzione per la trasmissione telematiche delle fatture ai sensi dell’articolo 3 del D.Lgs 127/2015.
Depositi Iva: lLa definizione del deposito Iva è contenuta in una circolare del 24 marzo 2015 la n. 12/E dedicata completamente ai Depositi Iva.
I depositi Iva sono luoghi fisici situati nel territorio dello Stato italiano all’interno dei quali la merce viene introdotta, staziona e poi viene estratta.
I depositi Iva consentono che, per determinate operazioni, l’IVA ove dovuta, sia assolta dall’acquirente finale solo al momento dell’estrazione dei beni, con il meccanismo dell’inversione contabile.

Il comma 6 dell’art. 4 amplia le fattispecie di introduzione nel deposito Iva che possono essere effettuate senza pagamento dell’imposta eliminando alla lettera a) le distinzioni attualmente previste in relazione alle operazioni che possono essere effettuate senza il pagamento dell’imposta e ai soggetti che possono effettuare tali operazioni.
Vengono detassate tutte le operazioni di  introduzione dei beni nei depositi Iva, compresi quelli realizzati dai cedenti nazionali, prevedendo che all’atto dell’estrazione l’IVA è dovuta dal soggetto che procede all’estrazione, mediante il meccanismo del reverse charge (autofattura o integrazione), previa prestazione di idonea garanzia secondo quanto verrà stabilito da un decreto del MEF. Nei casi in cui il reverse charge non è ammesso e comunque fino a quando non verranno stabilite le modalità dal decreto, l’imposta dovuta dal soggetto che estrae dovrà essere versata dal gestore del deposito che diventa solidalmente responsabile dell’imposta stessa.
Il versamento dovrà essere effettuato con il modello F24 ma senza possibilità di compensazione.
Puo’ estrarre la merce senza pagamento dell’Iva l’esportatore abituale che si avvale della facoltà prevista dall’art.8 lett.c del Dpr 633/72; in questo caso la dichiarazione di intento presentata dall’esportatore deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Il Gestore del deposito è comunque sempre solidalmente responsabile per il mancato pagamento dell’imposta.
Il versamento diretto dell’Iva da parte del gestore del deposito non si applica nel caso di beni introdotti nel deposito IVA in forza di un acquisto intracomunitario, in questo caso il soggetto che procede all’estrazione assolve l’imposta integrando la fattura che andra’ registrata sia nel registro delle fatture emesse che nel registro degli acquisti.
La norma è poco chiara e farraginosa ed è stata criticata dalla dottrina in quanto il divieto di compensazione per il gestore del deposito gli creerà una situazione di credito nei confronti dello Stato che niente ha a che fare con la lotta all’evasione.
La violazione da parte del gestore del deposito Iva degli obblighi di versamento e comunicazione può essere causa di revoca dell’autorizzazione o dell’abilitazione all’esercizio del deposito Iva. Le modifiche avranno effetto dal 1 aprile 2017.

EMISSIONE ELETTRONICA DELLE FATTURE PER IL TAX FREE SHOPPING Art. 4 bis
In sede di conversione in legge del decreto è stata prevista la fatturazione elettronica per i negozi tax free. In particolare, gli acquisti destinati all'uso personale o familiare, da trasportarsi nei bagagli personali fuori del territorio doganale della Comunità, di importo complessivo superiore a 155 euro (IVA compresa) dal 1 gennaio 2018 dovranno essere fatturati dai cedenti elettronicamente.

MODIFICHE AL TESTO UNICO DELLE ACCISE Art. 4 ter
In sede di conversione del decreto in legge è stato interamente aggiunto l’articolo 4-ter contenente le modifiche al Testo Unico delle accise (TUA-D.Lgs. n. 504/95) le cui principali sono di seguito elencate:
- si introduce la possibilità di rateizzare l'accisa dovuta dal gestore del deposito fiscale, fino a un massimo di tre scadenze fissate per il pagamento delle accise; la rateizzazione può essere concessa per un minimo di 6 e un massimo di 24 rate mensili;
- viene disciplinata la richiesta dei rimborsi di accisa anche alle richieste concernenti le agevolazioni accordate sotto forma di restituzione di quanto versato; il rimborso non è ammesso per importi inferiori a 30 euro;
- per il recupero dell'accisa e la prescrizione del diritto all'imposta si chiarisce che le somme dovute a titolo di imposta o indebitamente abbuonate o restituite si esigono con la procedura di riscossione coattiva, previa notifica di un avviso di pagamento entro cinque anni (10 nei casi di violazioni per cui vi è obbligo di denuncia all'autorità giudiziaria);
-  si dispone la conservazione dei documenti prescritti dalla legge per i cinque anni successivi a quello di imposta (10 per i tabacchi lavorati);
-
 sono introdotte forme di contradditorio con il contribuente, anche per le ipotesi in cui sono esaminati in ufficio atti e dichiarazioni, entro 60 giorni dalla notifica del verbale di constatazione al destinatario, questi può comunicare all’agenzia delle entrate osservazioni e richieste, che dovranno essere considerate dall’ufficio prima di notificare l’avviso di pagamento o di irrogare sanzioni;
- viene regolato l'uso della posta elettronica certificata per l'invio di tutti gli atti e le comunicazioni previsti dalle norme in tema di accisa;
- vengono modificate le norme sul deposito e sulla circolazione di prodotti energetici assoggettati ad accisa, prevedendo specifici obblighi di contabilizzazione a carico dei soggetti esercenti impianti di distribuzione stradale di carburanti;
- si introduce una specifica misura di accisa per il gasolio commerciale usato come carburante che viene assoggettato a imposta con aliquota paria a 403,22 euro per mille litri;
- viene chiarito che alcool e bevande sono esenti da accisa anche se utilizzati come combustibile per il riscaldamento o come carburante;
- è stata modificata la disciplina per i regimi di deposito fiscale di alcool e bevande alcoliche chiarendo:
                    - che la produzione e la fabbricazione degli alcolici siano effettuate in regime di deposito fiscale,
                    - quali sono gli impianti in cui è consentita la fabbricazione di prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo;
                    - i casi in cui il deposito fiscale può essere autorizzato in quanto funzionale a soddisfare oggettive condizioni di operatività dell’impianto.
-sono previste discipline specifiche per le accise sulla birra e sul vino.

DICHIARAZIONE INTEGRATIVA A FAVORE E RAVVEDIMENTO
Art. 5
L’articolo 5 riguarda la dichiarazione integrativa a favore del contribuente, prevedendo che le dichiarazioni dei redditi, dell'IRAP e dei sostituti d'imposta possano essere integrate fino a quando i termini per l’accertamento non siano prescritti. In merito, a questa tanto attesa novità, l’integrazione può essere necessaria per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l'indicazione:
- di un maggiore o di un minore imponibile,
- di un maggiore o di un minore debito d'imposta,
- di un maggiore o di un minore credito, mediante successiva dichiarazione da presentare.
L'eventuale credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalle dichiarazioni può essere utilizzato in compensazione con un limite per l’integrativa presentata oltre l’anno successivo.
Viene previsto che nel caso in cui la dichiarazione oggetto di integrazione a favore sia presentata oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, il credito scaturente dall’integrativa possa essere utilizzato in compensazione per debiti maturati a partire dal periodo di imposta successivo a quello in è stata presentata la dichiarazione integrativa.
Resta ferma in ogni caso per il contribuente la possibilità di far valere, anche in sede di accertamento o di giudizio, eventuali errori, di fatto o di diritto, che abbiano inciso sull'obbligazione tributaria, determinando  l'indicazione di un maggiore imponibile, di un maggiore debito d'imposta o, comunque, di un minore credito.
Anche le dichiarazioni IVA possono essere integrate per correggere errori od omissioni, fino a che i termini per l’accertamento non sono prescritti.
In particolare, fatta salva l’applicazione di sanzioni, le dichiarazioni IVA possono essere integrate fino al termine di prescrizione degli accertamenti. In particolare possono essere corretti errori/omissioni:
- che abbiano determinato l'indicazione di un maggiore o di un minore imponibile;
- che abbiano determinato l'indicazione di un maggiore o di un minore debito d'imposta ovvero di una maggiore o di una minore eccedenza detraibile.
L'eventuale credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalle dichiarazioni integrative:
presentate entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo, può essere:
            * portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o di dichiarazione annuale;
            *
  utilizzato in compensazione;
            * chiesto a rimborso sempreché ricorrano per l'anno per cui è presentata la dichiarazione integrativa i requisiti;
- presentate oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo, può essere:
- chiesto a rimborso se ne ricorrono i requisiti;
-
  utilizzato in compensazione per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.
Resta ferma in ogni caso per il contribuente la possibilità di far valere, anche in sede di accertamento o di giudizio, eventuali errori, di fatto o di diritto, che abbiano inciso sull'obbligazione tributaria, determinando l'indicazione di un maggiore imponibile, di un maggiore debito d'imposta o, comunque, di una minore eccedenza detraibile.
La presentazione delle dichiarazioni integrative proroga i termini per l’accertamento che decorrono dalla presentazione della dichiarazione integrativa, ma solo relativamente agli elementi oggetto di integrazione.
La riduzione della sanzione in caso di ravvedimento e di regolarizzazione degli errori e delle omissioni viene estesa anche ai tributi doganali ed alle accise amministrati dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Per gli stessi tributi non si applica la generale preclusione al ravvedimento consistente nel fatto che la violazione sia stata già constatata e comunque sia iniziato l'accertamento, salva la notifica di avvisi di pagamento e atti di accertamento.
L’articolo 5 modifica leggermente il testo dell’art. 22 TUIR prevedendo che dall’imposta determinata si possano scomputare le ritenute alla fonte a titolo di acconto operate sui redditi che concorrono a formare il reddito complessivo e su quelli tassati separatamente.
Viene pertanto eliminato l’inciso che vincolava lo scomputo alle ritenute alla fonte operate anteriormente alla presentazione dei redditi.
Viene inoltre chiarito che le ritenute operate nell'anno successivo a quello di competenza dei redditi e anteriormente alla presentazione della dichiarazione dei redditi possono essere scomputate alternativamente:
- dall'imposta relativa al periodo d'imposta di competenza dei redditi;
- dall'imposta relativa al periodo d'imposta nel quale sono state operate.
Ovviamente, le ritenute operate dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi possono essere scomputate solo dall'imposta relativa al periodo d'imposta nel quale sono state operate. La stessa disciplina riguarda agenti e rappresentanti di commercio.

DEFINIZIONE DELLE CONTROVERSIE IN MATERIA DI ACCISE E IVA Art. 5- bis
L'articolo 5-bis, introdotto in sede di conversione in legge del decreto, disciplina la definizione agevolata delle controversie in materia di accise e dell’IVA afferente. In particolare, è stato previsto che per agevolare la soluzione del contenzioso, l'Agenzia delle Dogane e dei monopoli, è autorizzata a definire con transazioni, entro il 30 settembre 2017, le liti fiscali pendenti alla data di entrata in vigore del decreto di conversione, aventi ad oggetto il recupero dell'accisa su prodotti energetici, alcol e bevande alcoliche, se le imposte oggetto del contenzioso si riferiscono a fatti verificatisi anteriormente al 1 aprile 2010.
Il soggetto passivo d’imposta ha la facoltà di estinguere la pretesa tributaria procedendo al pagamento entro sessanta giorni dalla data di stipula della transazione, di un importo almeno pari al venti per cento dell'accisa e della relativa IVA senza corresponsione di interessi, indennità di mora e sanzioni.
Il pagamento potrà essere effettuato anche a rate annuali, fino a 7, con aggiunta degli interessi alle seguenti condizioni:
- preventiva comunicazione al competente ufficio delle dogane
- versamento della prima rata entro 60 giorni dalla data di stipula della  transazione.
I contenziosi con le caratteristiche per la definizione agevolata, possono essere sospesi a richiesta del soggetto obbligato, per il quale ricorrano le condizioni di cui sopra, che dichiari di volersi avvalere delle definizione agevolata per le controverse in materia di accise e IVA afferente. Il pagamento di quanto previsto determina l'estinzione delle liti fiscali pendenti a tale titolo, in ogni stato e grado di giudizio.
La definizione è possibile a condizione che sia stato definito il procedimento penale, eventualmente instauratosi per i medesimi fatti dai quali deriva il contenzioso fiscale, senza che sia stata pronunciata una sentenza di condanna passata in giudicato in cui sia riconosciuto dolo o colpa grave dello stesso soggetto obbligato.

DEFINIZIONE AGEVOLATA CARICHI Art. 6
Una delle principali novità contenuta nel decreto è la definizione agevolata dei ruoli. In particolare l’articolo 6 del D.L 193/2016 prevede che relativamente ai carichi inclusi in ruoli, affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2016, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere:
- le sanzioni incluse in tali carichi,
- gli interessi di mora ( art. 30, comma 1, del D.P.R 602/73);
- le sanzioni e le somme aggiuntive (art. 27 D. Lgs 46/1999) provvedendo al pagamento integrale di:
- somme a titolo di capitale e interessi;
-
 somme maturate a titolo di aggio sul capitale e sugli interessi
- rimborso delle spese per le procedure esecutive, e di notifica della cartella di pagamento.
Carichi inclusi in ruoli affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016
Importi da corrispondere:
- somme a titolo di capitale e interessi;
-
 somme maturate a titolo di aggio sul capitale e sugli interessi
- rimborso delle spese per le procedure esecutive, e di notifica della cartella di pagamento
Importi da non corrispondere:
- le sanzioni incluse in tali carichi,
-
 gli interessi di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del D.P.R 602/73;
- le sanzioni e le somme aggiuntive (art. 27 D. Lgs 46/1999).

La definizione agevolata può riguardare anche il singolo carico iscritto a ruolo o affidato.
Per usufruire di questa definizione agevolata, il contribuente debitore deve manifestare all’Agente della Riscossione la   volontà   di avvalersene, rendendo entro il 31 marzo 2017 apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla
modulistica che lo stesso agente della riscossione ha pubblicato sul proprio sito internet il 05.11.2016. Detta modulistica sarà sicuramente aggiornata in considerazione delle numerose modifiche introdotte in sede di conversione del decreto.
Nella dichiarazione il debitore deve indicare:
- il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento,
la pendenza di giudizi aventi ad oggetto i   carichi   cui   si   riferisce la dichiarazione, assumendosi l'impegno a rinunciare agli stessi giudizi.
Entro la stessa data del 31 marzo il debitore può integrare la dichiarazione presentata, per tenere conto delle modifiche della Legge di conversione.
Per il contribuente è possibile pagare l’importo determinato dilazionandolo in 5 rate sulle quali dal 1 agosto 2017 sono dovuti interessi al tasso del 4,5% annuo, fermo restando che:
-
 il 70% dell’importo complessivamente dovuto deve essere versato nel 2017,
il restante 30% deve essere versato nell’anno 2018.
Pertanto, entro il 31 maggio 2017 l'agente della riscossione deve comunicare ai debitori che hanno presentato la dichiarazione per la definizione agevolata:
l'ammontare complessivo delle somme dovute,
l’ammontare delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse in base ai seguenti criteri:
               * per l'anno 2017, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre,
               *  
per l'anno 2018, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di aprile e settembre.
In generale il pagamento delle somme dovute per la definizione può essere effettuato:
mediante domiciliazione sul conto   corrente   eventualmente indicato dal debitore nella dichiarazione;
- mediante bollettini precompilati, che l'agente della riscossione è tenuto ad allegare alla comunicazione in cui comunica l’importo dovuto;
- presso gli sportelli dell'agente della riscossione. L’Agente della riscossione fornisce ai debitori i dati necessari a individuare i carichi definibili o presso il proprio sportello o nell’area riservata del proprio sito internet istituzionale.
Entro il 28 febbraio 2017, l'agente della riscossione, con posta ordinaria, avvisa il debitore dei carichi affidati nell'anno 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, gli risulta
- non ancora notificata la cartella di pagamento;
-
 non inviata l’informazione di presa in carico da parte dell’agente della riscossione;
- notificato l’avviso di addebito di crediti contributivi.
In caso di mancato/insufficiente/tardivo versamento dell'unica rata o di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione.  I versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell'importo complessivamente dovuto.
Limitatamente ai carichi non inclusi in precedenti piani di dilazione in essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, non opera la preclusione della rateizzazione se alla data di presentazione della dichiarazione per la rottamazione erano trascorsi meno di sessanta giorni dalla data di notifica:
- della cartella di pagamento;
- dell'avviso di accertamento;
- dell'avviso di addebito.
A seguito della presentazione della dichiarazione vengono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della stessa. Pertanto l’agente della riscossione, relativamente a tali carichi:
non può avviare nuove azioni esecutive, 
-
 non può iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi quelli già' iscritti alla data di presentazione della dichiarazione;
- non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate (a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati).
In sede di conversione in legge del decreto è stato chiarito che sono sospesi per i carichi oggetto della domanda di definizione agevolata, fino alla scadenza della prima o unica rata, anche gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere con scadenza delle rate successiva al 31 dicembre 2016.
La facoltà di definizione agevolata può essere esercitata anche dai debitori che hanno già pagato parzialmente le somme dovute e purché, rispetto ai piani rateali in essere, risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal l° ottobre al 31 dicembre 2016.  In tal caso:
- per determinare l’ammontare delle somme da versare si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di capitale e interessi; di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento;
- restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme versate a titolo di sanzioni, di interessi di dilazione, di interessi di mora;
-
 il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai carichi definibili, la revoca automatica dell'eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata dall'agente della riscossione.
Il debitore, se per effetto dei pagamenti parziali ha già integralmente corrisposto quanto dovuto, per beneficiare degli effetti della definizione deve comunque manifestare la sua volontà di aderirvi con la dichiarazione apposita.
Nella definizione agevolata sono altresì inclusi i carichi affidati agli agenti della riscossione che rientrano nei procedimenti di composizione della crisi da sovra-indebitamento e di liquidazione del patrimonio. Nelle proposte di accordo o del piano del consumatore, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e eventuali somme aggiuntive, provvedendo al pagamento del debito nelle modalità e nei tempi previsti nel decreto di omologa dell'accordo o del piano del consumatore.
Sono esclusi dalla definizione agevolata, i carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:
-
 i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
- le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
- le risorse proprie tradizionali (art. 2 della decisione 94/728/CE, Euratom del Consiglio del 31.10.1994 e successive modifiche) e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione
- le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato (art. 14 CE n. 659/1999)
- le altre sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti dagli enti previdenziali.
- Per le sanzioni amministrative irrogate per violazioni del codice della strada le disposizioni introdotte (volte a escludere il pagamento di una serie di oneri accessori al debito fiscale) si applicano limitatamente agli interessi, ivi compresi quelli per ritardato pagamento.

RAPPRESENTANZA E ASSISTENZA DEI CONTRIBUENTI Art. 6-bis
Un’altra novità introdotta in sede di conversione in legge del decreto è la possibilità per
- i tributaristi
i consulenti tributari certificati e qualificati ai sensi della legge sulle professioni non organizzate (legge 14 gennaio 2013, n. 4)  di svolgere la rappresentanza e fornire assistenza ai contribuenti innanzi agli uffici dell'Amministrazione.

DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLE ENTRATE REGIONALI E DEGLI ENTI LOCALI Art. 6-ter
In sede di conversione in legge è stata estesa la possibilità della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali non riscosse a seguito di provvedimenti di  ingiunzioni fiscali , notificati negli anni dal 2000 al 2016, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione.  
Comuni e Regioni possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 193/2016, l'esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate.
Gli enti territoriali, entro trenta giorni, danno notizia dell'adozione del provvedimento attuativo mediante pubblicazione nel proprio sito internet istituzionale.
Con il provvedimento gli enti territoriali stabiliscono anche:
- il numero di rate e la relativa scadenza, che non può superare il 30 settembre 2018;
- le modalità con cui il debitore manifesta la sua volontà di avvalersi della definizione agevolata
- i termini per la presentazione dell'istanza in cui il debitore indica il numero di rate con il quale intende effettuare il pagamento, nonché la pendenza di giudizi aventi a oggetto i debiti cui si riferisce l'istanza stessa, assumendo l'impegno a rinunciare agli stessi giudizi;
- il termine entro il quale l'ente territoriale o il concessionario della riscossione trasmette ai debitori la comunicazione nella quale sono indicati l'ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione agevolata, quello delle singole rate e la scadenza delle stesse.
La presentazione dell'istanza sospende i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero della definizione agevolata.
In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme oggetto dell'istanza. In tale caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell'importo complessivamente dovuto.
Per le regioni di Trento e Bolzano le norme si applicano compatibilmente con le forme e con le condizioni di speciale autonomia previste dai rispettivi statuti.

Riapertura dei termini per la procedura di collaborazione volontaria Art. 7
Una novità molto attesa presente nel decreto è la riapertura dei termini della voluntary disclosure. Essa trova applicazione sia per l’emersione di attività estere, sia per le violazioni dichiarative relative a imposte erariali.
In particolare, è stato aggiunto l’articolo 5-octies - Riapertura dei termini della collaborazione volontaria - al D. L 167/90. Ecco in sintesi i punti essenziali:
Possibilità di avvalersi della procedura di collaborazione volontaria dal 24.10.2016 al 31.07.2017.
- Possibilità di presentare l’istanza limitatamente alle violazioni dichiarative per le attività detenute all’estero, anche se entro il 30.11.2015 era già stata presentata domanda per le attività detenute in Italia. Analogamente, è possibile presentare istanza per la collaborazione volontaria nazionale anche se in precedenza ci si è avvalsi della voluntary per le attività detenute all’estero. Entrambe queste fattispecie sono state introdotte in sede di conversione del decreto in Legge.
Possibilità di integrazione della documentazione e informazioni aggiuntive sino al 30 settembre 2017.
Possibilità di sanare le violazioni commesse fino al 30.09.2016.
- Per le sole attività oggetto di collaborazione volontaria i termini per l’accertamento che scadono a decorrere dal 1 gennaio 2015 sono   fissati al 31.12. 2018.
Per le istanze di collaborazione volontaria presentate per la prima volta nel 2015 i termini di accertamento sono fissati al 30 giugno 2017.
- Esonero di compilazione del quadro RW per le attività 2016 e per la frazione del periodo precedente,se indicate analiticamente nella relazione di accompagnamento e purché si versi entro il 30/09/2017 quanto dovuto a titolo di imposte, interessi e sanzioni.
Possibilità di versamento spontaneo di quanto dovuto in autoliquidazione entro il 30 settembre 2017 in unica soluzione, con divieto espresso di compensazione.
Possibilità di versamento frazionato dell’imposta in tre rate mensili di pari importo, con pagamento della prima rata entro il 30 settembre 2017, in questo caso con sanzioni.
Il mancato pagamento di una delle rate comporta il venir meno degli effetti della procedura.
La riapertura della collaborazione volontaria prevede oltre alla regolarizzazione delle attività estere la regolarizzazione dei contanti o valori   al   portatore per i quali vige la presunzione, salvo prova contraria, che provengono da redditi conseguiti nel 2015 e nei quattro periodi di imposta precedenti.
Per tale regolarizzazione   i contribuenti: 
- rilasciano una dichiarazione in cui attestano che l'origine di tali  valori  non deriva da condotte  costituenti  reati  diversi  da  quelli  previsti dall'articolo  5-quinquies,  comma  1,   lettere   a)   e   b),   del D. L 167/90;
provvedono, entro la data di presentazione della relazione e dei documenti allegati, all'apertura e all'inventario in presenza  di  un notaio, che ne  accerti  il  contenuto  all'interno  di  un  apposito verbale, di eventuali cassette di sicurezza presso le quali i  valori oggetto di collaborazione volontaria sono custoditi;
- provvedono entro la data di presentazione della relazione e  dei documenti allegati al versamento dei contanti e al deposito valori al portatore presso intermediari finanziari, a ciò  abilitati,  su  un rapporto vincolato  fino alla  conclusione  della  procedura.

Per i professionisti e intermediari   che   assistono   i   contribuenti nell'ambito della procedura di collaborazione volontaria, restano fermi gli obblighi per finalità di  prevenzione  del riciclaggio e di finanziamento  del  terrorismo.
A tal fine in occasione degli adempimenti previsti per l’adeguata verifica della clientela, i contribuenti dichiarano modalità e circostanze di acquisizione dei contanti e valori al portatore oggetto della procedura.
Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che dovrà essere emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, stabilirà modulistica e modalità per la presentazione della domanda, in attesa l'Agenzia delle Entrate, con un comunicato stampa, ha fornito  le istruzioni  in merito al modello da utilizzare per aderire alla voluntary sin dal 24 ottobre 2016, prevedendo che è possibile:
utilizzare il “vecchio” modello di istanza approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n.13193 del 30 gennaio 2015 e trasmetterlo esclusivamente per via telematica;
inviare via Pec una prima relazione di accompagnamento con l’indicazione dei dati e delle informazioni non previste nell’attuale modello come, ad esempio, quelli relativi alle annualità 2014 e 2015.
Sanatoria per chi ha presentato la voluntary Il c. 2 dell’art. 7 prevede una sanatoria per i soggetti che hanno esperito la voluntary internazionale e, negli anni successivi, hanno omesso di dichiarare attività e investimenti esteri, purché adempiano entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
Anagrafe italiani residenti all’estero
Per potenziare l’attività di accertamento fiscale i comuni devono inviare, entro i sei mesi successivi alla richiesta di iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, i dati dei richiedenti  all’Agenzia delle Entrate, al fine della formazione delle liste selettive per i controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati. Le modalità effettive di comunicazione e i criteri per la creazione delle liste sono disciplinati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottarsi entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto legge e cioè entro il 24 gennaio 2017.
In fase di prima attuazione di tali disposizioni, le attività dei Comuni e dell’Agenzia delle Entrate vengono esercitate anche nei confronti delle persone fisiche che hanno chiesto l’iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero a decorrere dal 1 gennaio 2010. Ai fini della formazione delle liste selettive si tiene conto della eventuale mancata presentazione delle istanze di collaborazione volontaria.

Soppressione degli studi di settore Art. 7-bis
Attesissima la norma presente all’articolo 7-bis del decreto e introdotta solo in sede di conversione in legge che abolisce gli studi di settore. Saranno indici sintetici di affidabilità fiscale, con collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili (esclusione/riduzione dei termini per gli accertamenti) a sostituire gli studi di settore. Tali indici saranno introdotti con decreto ministeriale dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017.
Contestualmente all'adozione degli indici di affidabilità, cessano di avere effetto, al fine dell'accertamento dei tributi, le disposizioni relative agli studi di settore e ai parametri.

Spese di funzionamento ANAC Art. 7-ter
All'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) non si applica il vincolo di riduzione delle spese di funzionamento di almeno il 20 % previsto dalla normativa vigente nel limite di
- 1 milione di euro nel 2016;
- 10 milioni annui a decorrere dal 2017.

Disposizioni in materia di semplificazione fiscale Art. 7-quater
Al decreto legge 193 in sede di conversione è stato introdotto il corposo articolo 7-quater, composto da 48 commi di semplificazioni fiscali. Le principali semplificazioni introdotte sono le seguenti:
- eliminazione della presunzione legale di evasione relativa ai compensi dei professionisti in riferimento ai versamenti e prelevamenti sui conti correnti bancari. Per le imprese la presunzione di evasione scatta per i prelievi o i versamenti di importo superiore a 1000 euro giornalieri e a 5.000 euro mensili;
-
 dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016 la conversione in euro dei saldi di conto delle stabili organizzazioni si effettua secondo il cambio utilizzato in bilancio in base ai corretti principi contabili;
-
 la riserva di traduzione presente nel bilancio relativo al periodo d'imposta in corso al 31.12.2016, che abbia concorso alla formazione del reddito imponibile, è riassorbito in cinque quote costanti a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12. 2016;
- per i lavoratori autonomi le spese di viaggio e di trasporto sono, al pari degli alimenti e bevande, escluse dal reddito di lavoro autonomo se sostenute dal committente. La norma decorre dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017;
- introduzione della notifica mediante posta certificata degli avvisi di accertamento e degli altri atti che devono essere notificati alle imprese individuali, alle società o ai professionisti a partire dal 1 luglio 2017. Per le modalità tecniche, si attende un Provvedimento entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge di conversione;
- posticipo al 31 marzo di ciascun anno del termine per la consegna, ai soggetti interessati, della certificazione unica dei sostituti d'imposta. La nuova data si applica già alla consegna delle certificazioni relative all’anno 2016;
- sospensione dei termini, dal 1° al 4 settembre, per la trasmissione dei documenti e informazioni richiesti ai contribuenti dall'Agenzia delle entrate o da altri enti impositori, ad esclusione di quelli relativi alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché delle procedure di rimborso ai fini dell'imposta sul valore aggiunto;
- sospensione, dal 1° agosto al 4 settembre, del termine di 30 giorni per il pagamento delle somme dovute a seguito dei controlli automatici (art. 36-bis D.P.R 600/73 e art. 54 DPR 633/72) dei controlli formali (36-ter DPR 600/73) e della liquidazione delle imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata;
- cumulabilità dei termini di sospensione relativi alla procedura di accertamento con adesione al periodo di sospensione feriale dell’attività giurisdizionale;
- posticipo dal 16 al 30 giugno il termine per il versamento a saldo dell'IRPEF e dell'IRAP e posticipo dell’Ires e Irap per le società di capitali dal giorno 16 all’ultimo giorno del mese di riferimento; i nuovi termini si applicano dal 1 gennaio 2017;
- soppressione della comunicazione degli acquisti senza addebito di IVA effettuati nella Repubblica di San Marino da parte degli operatori economici italiani, soggetti passivi IVA. Tale disposizione si applica a partire dal 1° gennaio 2017.
- superamento dell’indicazione nella dichiarazione dei redditi degli immobili situati all'estero per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo d'imposta, fermo restando l'obbligo di indicazione in dichiarazione, dei versamenti relativi all'imposta sul valore degli immobili situati all'estero (IVIE);
- in tema di cedolare secca sugli affitti, la mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga del contratto non comporta la revoca dell'opzione qualora il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca:
                * effettuando i relativi versamenti,
                * dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro                   della dichiarazione dei redditi.
Rimane ferma, in caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contratto di locazione per il quale è stata esercitata l’opzione per l’applicazione della cedolare secca, entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento, l’applicazione della sanzione in misura fissa pari a 100 euro, ridotta a 50 euro se la comunicazione è presentata con ritardo non superiore a 30 giorni;
- a partire dal 2017 i soggetti tenuti al pagamento dell’imposta di bollo per gli assegni circolari, in alternativa alla dichiarazione, possono pagare l’imposta di bollo in modo virtuale. Le specifiche tecniche per l’esercizio dell’opzione saranno definite da un futuro provvedimento;
- nel Tuir viene sostituita, a parte quale eccezione, la locuzione “mancato rinnovo” per l’esercizio di opzioni per i regimi fiscali con la locuzione “revoca”. Con questa modifica le opzioni esercitabili ai sensi del TUIR si intendono tacitamente prorogate oltre il limite naturale, a meno che non intervenga l’espressa revoca da parte del soggetto interessato;
- si chiarisce che a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016, è prevista la tacita proroga  dei regimi di:
                      * tassazione per trasparenza,
                      * consolidato nazionale e mondiale,
                      * tonnage tax;
- soppressione dell'obbligo dell'F24 telematico per i contribuenti non titolari di partita Iva, i quali possono presentare di nuovo in banca il modello F24 cartaceo, anche se di importo superiore a 1000 euro; per i titolari di partita Iva nulla cambia;
- innalzamento da 15.000 a 30.000 euro dell'ammontare dei rimborsi IVA subordinati a prestazione di apposita garanzia da parte del beneficiario;
- modifiche della disciplina relativa al alla dichiarazione e al pagamento dell’imposta sostitutiva degli enti che effettuano operazioni di credito a medio-lungo termine (DPR 601/73). Tali modifiche hanno effetto a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2016.
- dal 1° luglio 2017 la riscossione delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali da corrispondere Uffici Provinciali - Territorio dell'Agenzia delle entrate deve essere effettuata mediante F24, contrassegni sostitutivi, carte di debito o prepagate, modalità telematiche o altri strumenti di pagamento elettronico. Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate determinerà le modalità attuative;
- dal 01 febbraio 2017 l'apertura oraria delle conservatorie immobiliari viene fissato dalle 8.30 alle ore 13. Inoltre, dal 1° luglio 2017, con uno o più provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate saranno istituite sezioni stralcio delle conservatorie dei registri immobiliari, che possono essere ubicate anche in luogo diverso da quello in cui è situato l'ufficio territorialmente competente, ferme restando le circoscrizioni stabilite ai sensi della legge 25 luglio 1971, n. 545.
- nel processo civile e amministrativo la registrazione delle sentenze di condanna al risarcimento del danno prodotto da reato deve essere richiesta entro 30 giorni dalla data in cui sono divenute definitive mentre nel processo penale la registrazione deve essere richiesta entro 30 giorni (in luogo dei vigenti 5 giorni) dal passaggio in giudicato; 
- chiusura d'ufficio delle partite IVA dei soggetti che non risultano aver esercitato, nelle tre annualità precedenti, attività d'impresa ovvero attività artistiche o professionali. Inoltre, viene eliminata la sanzione prevista per la mancata presentazione della dichiarazione di cessazione di attività a fini IVA ;
- i CAF e i professionisti abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni dei contribuenti possono completare entro il 23 luglio di ciascun anno le seguenti attività:
             * comunicazione all'Agenzia delle entrate, in via telematica, del risultato finale delle dichiarazioni;
             *
 consegna al contribuente di copia della dichiarazione dei redditi elaborata e del relativo prospetto di liquidazione;
             * trasmissione telematica all'Agenzia delle entrate delle dichiarazioni predisposte.
Tale facoltà è consentita a condizione che entro il 7 luglio dello stesso anno i predetti intermediari abbiano effettuato la trasmissione di almeno l'80 % delle dichiarazioni;
- la dichiarazione precompilata, può essere inviata dal contribuente entro il 23 luglio di ciascun anno;
- in caso di infedeltà del visto sulle dichiarazioni elaborate dai CAF e dai professionisti questi ultimi possono produrre una dichiarazione rettificativa o una comunicazione rettificata, anche dopo il termine del 10 novembre previsto dalla legislazione vigente, sempre che l'infedeltà del visto non sia già stata contestata. In tal caso è dovuta la sola sanzione, riducibile ai sensi delle norme previste per il ravvedimento operoso.

Lavoratori in trasferta e trasfertisti Art. 7-quinqiues
In sede di conversione in legge del decreto 193 è stata prevista una norma  sulle agevolazioni IRPEF applicabili ai lavoratori trasfertisti, che consistono nell'abbattimento al 50% del reddito imponibile percepito a titolo di indennità e premi.
Per rientrare in tale agevolazione sono richieste contestualmente le seguenti condizioni:
- mancata indicazione nel contratto e/o lettera di assunzione della sede di lavoro;
- svolgimento di una attività lavorativa che richiede la continua mobilità del dipendente;
- corresponsione al dipendente di una indennità o maggiorazione di retribuzione in misura fissa, attribuite senza distinguere se il dipendente si è effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si è svolta.
Se non sussistono tutte le condizioni, è comunque riconosciuto il diverso trattamento previsto per le indennità di trasferta, che concorrono parzialmente alla formazione dell'imponibile IRPEF.

Semplificazioni per i contribuenti in regime dei “minimi” Art. 7- sexies
L’articolo 7-sexies contiene una semplificazione per i contribuenti minori, prevedendo che le cessioni all'esportazione non imponibili siano ammesse nel regime dei minimi, nei limiti e secondo le modalità stabiliti con apposito decreto del Ministero dell'economia e delle finanze da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del presente decreto.

Accesso al fondo di garanzia per le imprese del settore della geotermia Art. 7-septies
Per quanto riguarda le imprese di geotermia, l’articolo 7-septies dispone che la concessione della garanzia del “Fondo di garanzia per le imprese nel settore della geotermia” sulle operazioni finanziarie di medio lungo termine finalizzate all'attività di impresa di ricerca e sviluppo di nuove centrali geotermoelettriche a ridotto impatto ambientale copre fino al 70% dell'ammontare dell'esposizione per capitale, interessi contrattuali e di mora.

Disposizioni contenute nel capo III del D. L 193/2016
Il capo III del D. Lgs 193/2016 riguarda Misure urgenti per il finanziamento di esigenze indifferibili. Di seguito una sintesi delle principali disposizioni contenute nei singoli articoli:
Art. 8 - Finanziamento Fondo occupazione
Per il 2016, il Fondo sociale per occupazione e formazione è incrementato di 592,6 milioni di euro, anche ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga. Anche il fondo sociale per occupazione e formazione è incrementato di 4 milioni per sostenere accordi governativi per i casi di rilevante interesse per l’economia nazionale comportanti notevoli ricadute occupazionali.
Art. 9 - Partecipazione di personale militare alla missione di supporto sanitario in Libia e alla missione delle Nazioni Unite UNSMIL
E' autorizzata, fino al 31 dicembre 2016, la spesa di euro 17.388.000 per la partecipazione di personale militare alla missione di supporto sanitario in Libia denominata "Operazione Ippocrate" e alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Support Mission in Libya (UNSMIL).
Art. 10 - Finanziamento investimenti FS
E' autorizzata la spesa di 320 milioni di euro per l'anno 2016 e 400 milioni per l'anno 2018 quale contributo al contratto di programma di Rete ferroviaria italiana (RFI) S.p.a. – “Parte investimenti”, aggiornato al 2016. Le risorse sono destinate per la sicurezza e l’efficientamento della rete ferroviaria.
Art 10-bis – Finanziamento linea Milano- Saronno
E’ autorizzata la spesa di 16 milioni per il 2016 per la "riqualificazione con caratteristiche autostradali della S.P. 46 Rho- Monza lotto 2: Variante di attraversamento ferroviario in sotterraneo della linea Milano Saronno". 
Art. 11-  Misure urgenti per il trasporto regionale
A copertura dei debiti del sistema di trasporto regionale su ferro, è attribuito:
- alla Regione Campania un contributo straordinario, nel limite di 600 milioni di euro,
alla regione Molise un contributo straordinario di 90 milioni di euro 
Art. 12-  Misure urgenti a favore dei comuni in materia di accoglienza
Le spese per l'attivazione, la locazione, la gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri sono incrementate di 600 milioni di euro nell'anno 2016. Quale concorso dello Stato agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale, e' autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2016. 
Art. 12-bis – Misure per gli insediamenti di comunità di nomadi nel territorio di alcune regioni
L’articolo 12-bis è stato inserito in sede di conversione e destina al completamento degli interventi a favore delle popolazioni rom e sinti, le risorse non utilizzate a suo tempo assegnate ai commissari per l'emergenza nomadi tra il 2008 e il 2009.
Art. 13- Rifinanziamento Fondo PMI e misure per la promozione e lo sviluppo dell'agroalimentare
La dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese è incrementata di 895 milioni di euro per l'anno 2016. Ulteriori 100 milioni di euro potranno essere individuati a valere sugli stanziamenti del programma operativo nazionale «Imprese e competitivita' 2014-2020» a titolarita' del MISE. In sede di conversione è stato inserito il comma 1-bis che istituisce presso l'Ente Nazionale per il microcredito, che ne cura la tenuta e l'aggiornamento, l'Elenco nazionale obbligatorio degli operatori in servizi non finanziari ausiliari di assistenza e monitoraggio per il microcredito. L'istituzione è finalizzata:
- a garantire un'adeguata qualità dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio per il microcredito
- a garantire una verifica qualitativa e quantitativa dei servizi effettivamente prestati.
Al fine di favorire l'accesso al credito delle imprese agricole, è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2016 in favore dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) per la concessione da parte del medesimo Istituto di garanzie.
Art. 14- Potenziamento di tax credit per il cinema e l'audiovisivo
Per l'anno 2016 l'importo di 140 milioni stabilito come limite massimo del credito di imposta a favore delle imprese di produzione, distribuzione ed esercizio cinematografico è incrementato di 60 milioni.
Si abolisce la Fondazione per la mutualità generale negli sport professionistici a squadre, affidando il ruolo Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Nello specifico, si stabilisce che l'organizzatore delle competizioni in capo alla Lega Nazionale Serie A destini il 10% delle risorse:
- per lo sviluppo dei settori giovanili delle società,
per la formazione e l'utilizzo di calciatori convocabili
- per le nazionali giovanili italiane maschili e femminili,
per il sostegno degli investimenti per gli impianti sportivi
- per lo sviluppo dei Centri federali territoriali (per la formazione tecnico-sportiva di giovani calciatori e calciatrici di età compresa tra i 12 e i 14 anni)
È aggiunto il comma 1-ter che dispone che i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso agli istituti e ai luoghi della cultura appartenenti o in consegna allo Stato possano essere destinati anche alla valorizzazione degli istituti e luoghi della cultura.


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